Il grande fiume assomiglia sempre di più a un rigagnolo fangoso: il Po è uno degli osservati speciali, ma anche un simbolo, della gestione dell'ondata di calore che sta colpendo l'Europa. I livelli e la portata sono ben al di sotto delle medie stagionali e adesso si comincia ad avere paura anche per l'irrigazione delle colture della Pianura Padana che dal Po dipendono, proprio come avvenne nella siccitosa estate del 2022.
Martedì tornerà a riunirsi l'osservatorio dell'Autorità di Bacino. Nell'ultima seduta svoltasi a Porto Tolle (Rovigo) venerdì scorso, si osservò che l'acqua a disposizione sarebbe stata sufficiente per dieci giorni. Non è escluso che martedì si torni ad affrontare la questione relativa alle limitazioni, anche con una ricognizione della situazione relativa all'acqua potabile nelle varie aree del bacino. A complicare la vita agli agricoltori, soprattutto nell'area del Delta, c'è anche la cosiddetta intrusione salina, ovvero l'acqua di mare che risale lungo l'asta del fiume, anche per decine e decine di chilometri, rendendo impossibile l'irrigazione.
Uno dei campanelli d'allarme dello stato di salute del Po è rappresentato dalla centrale idroelettrica di Isola Serafini, l'isola che si trova in mezzo al fiume nel territorio di Monticelli d'Ongina (Piacenza) e che da giorni sta funzionando a singhiozzo.
La centrale ha infatti dovuto subire nell'ultimo periodo varie interruzioni e ripartenze dell'attività di produzione di energia, a causa del basso livello del fiume, senza conseguenze sull'utenza nella fornitura elettrica.
La centrale, come ha spiegato Enel Green Power Italia al quotidiano Libertà "è ritornata in funzione ma la situazione è in continua evoluzione. L'impianto funziona in presenza delle condizioni idrauliche sufficienti all'esercizio, non sempre garantite. Ma il fermo temporaneo della centrale non ha alcuna ripercussione per i cittadini e le imprese del territorio, né tanto meno per il sistema elettrico, che sopperisce con altri fonti di produzione".
I dati degli idrometri ricordano tanto quelli di quattro anni fa: al punto di rilevamento di Piacenza sotto al ponte stradale, il pelo dell'acqua segna -0,80 metri e lo scorso 11 luglio si è raggiunta anche quota -0.90. A Piacenza lunedì transitavano 209 metri d'acqua al secondo, contro i 731 della media storica degli ultimi cento anni. E considerando che di neve sulle Alpi ce n'è stata poca, i grandi laghi hanno anch'essi livelli bassi e che i temporali estivi, benché violenti, sostanzialmente non influiscono sulla portata del grande fiume, la situazione delle prossime settimane non pare destinata a migliorare.
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