Il legame segreto tra Odissea di Nolan e Star Wars rivelato dal regista

Odissea di Christopher Nolan potrà anche appartenere a tutt'altro genere cinematografico rispetto a Star Wars, ma per stessa ammissione del regista britannico il capolavoro di George Lucas lo ha profondamente ispirato nella realizzazione di una scena.

La didascalia iniziale di Odissea

Il testo iniziale di Odissea è lungo solo poche parole, eppure immediatamente evocativo: richiama alla mente il tipo di creazione di miti e di atti inspiegabili a cui avremmo assistito nelle successive tre ore, durante il lungo viaggio di Ulisse verso Itaca.

Ora, il regista Christopher Nolan ha rivelato che la didascalia di Odissea è ispirata a quella di Guerre Stellari: è la seconda volta che le inserisce all'inizio di un suo film, come aveva fatto anche con Oppenheimer.

"Una delle mie prime esperienze cinematografiche – una delle più profonde – è stata la visione del primo Star Wars di George Lucas", ha dichiarato Nolan durante una conversazione con il collega regista Park Chan-wook (tramite Cine21). "Ha iniziato quel film con un titolo: 'Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana'. Questa frase mi ha subito trascinato dentro il film spiegandomi come avrei dovuto guardarlo."

Il significato della frase iniziale per Odissea

Questo tipo di "addestramento" dello spettatore è qualcosa che Nolan ha voluto replicare nell'Odissea.

Nolan Ha dichiarato: "Lucas mi ha messo nella giusta disposizione mentale per recepire le sue immagini. Nell'Odissea, cercavo quel tipo di esperienza in cui si vuole creare un mondo in cui il pubblico si perda e lo interpreti secondo i propri termini. Cercavo proprio questo, come esempio, un modo per dare un'espressione che aiutasse il pubblico a comprendere i termini della storia."

Approfondendo il significato della magia "apparente", Nolan ha sottolineato che non solo fungeva da introduzione per il pubblico, ma anche come un modo per evitare di addentrarsi nella questione se la magia esistesse o meno nel mondo dell'Odissea: "La parola 'apparente' in particolare, per me, significava riconoscere che se raccontiamo la storia in modo realistico, dobbiamo spiegare perché esiste la magia. Ero molto interessato all'idea di una persona che vive nell'Età del Bronzo, circondata da una magia inspiegabile. Ci sono spiegazioni fantasiose per le cose che si vivono...Volevo che questo concetto entrasse nella mente degli spettatori all'inizio della visione del film."

Per altri contenuti, se cercate un tipo di epica molto diversa da quella di Odissea vi abbiamo consigliato la visione di Magellan di Lav Diaz.

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