Il “limbo” della politica calabrese, tra i primi venti elettorali e l’ombra della “fiducia” che aleggia sulla Regione

Pubblicato il: 25/10/2026 – 13:24

LAMEZIA TERME L’andamento è tornato lento… Con l’attenzione mediatica tutta concentrata sulle proteste che hanno “occupato” (anche) la Calabria, la politica calabrese in questi ultimi giorni sembra essersi di nuovo eclissata in una sorta di “limbo”, con pochi sussulti a parte quelli determinati dalla contingenza dell’emergenza caro carburante. I dossier più importanti a livello regionale registrano in questa fase una battuta d’arresto e d’aspetto di tempi migliori. Un ritmo compassato si registra dalle parti della Cittadella e anche di Palazzo Campanella, con l’agenda che al momento si alimenta solo di appuntamenti di routine. Certo, il vento elettorale in previsione dell’orizzonte del 2027 sta già chiaramente soffiando, anche alcuni leader nazionali hanno incominciato a muoversi anche in Calabria, ma i giochi sono ancora tutti da fare e le “manovre” sono embrionali: si assiste quotidianamente al braccio di ferro tra il centrodestra e Roberto Vannacci e nel centrodestra dentro Forza Italia tra Antonio Tajani e l’area liberal-riformista di Roberto Occhiuto, o, nel fronte progressista alle prime schermaglie Pd-M5S con le primarie sulle sfondo e la collocazione dei centristi nella coalizione. Scintille, ancora non fiammate. A livello regionale idem. Ordinaria amministrazione anche dalle parti del Consiglio regionale. In vista a stretto giro non ci sono sedute, probabile che se ne parli dopo Ognissanti.

La riforma del Tpl e la “minaccia” della fiducia

All’ordine del giorno ci sono essenzialmente pratiche di bilancio degli enti di sottogoverno mentre è in stand by il dossier più delicato, quello legato alla riforma del Trasporto pubblico locale intrecciato anche con l’aggiornamento del Piano trasporti della Regione. La riforma del Tpl ha passato il vaglio delle Commissioni competenti e deve solo approdare in aula, ma – si apprende da fonti della maggioranza – in Consiglio regionale non dovrebbe arrivare prima della metà di novembre. Anche perché – ed è questo forse il dato politico più significativo in questa fase – su questa pratica aleggia ancora, dietro le quinte ma aleggia, la “minaccia” ventilata dal presidente Occhiuto, quella di porre la fiducia come atto di “sfida” nei confronti di Futuro Nazionale di Vannacci. La riforma del Tpl, con la creazione di un’agenzia regionale nuova, Amcal, non è un passaggio di poco conto, perché a termini di legge la nascita di un nuovo ente regionale richiede la maggioranza qualificata dei 2/3 dell’aula, cioè 21 consiglieri (comprendendo il presidente). Il fatto è che senza il voto dell’esponente in aula di Vannacci, Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia, il centrodestra arriverebbe a 20. Da qui la “mossa” di Occhiuto, che in una intervista di qualche settimana fa ha riferito di valutare una soluzione “forte” per “isolare” il vannacciano Giannetta: porre la questione di fiducia sulla riforma del Tpl non partecipando, Occhiuto, al voto in modo da ridurre temporaneamente il numero dei votanti/partecipanti effettivi e da fare a meno del voto decisivo della componente vannacciana. Secondo quanto si apprende da fonti del centrodestra, Occhiuto non avrebbe ancora deciso: ma certo starebbe continuando a valutare questa strada e l’eventualità di ricorrere a un atto che politicamente sarebbe molto “forte”. Intanto, il governatore ha chiaramente alzato la pressione, su tutto il Consiglio regionale. Fermo restando che Giannetta è assolutamente “libero” di votare a favore della riforma del Tpl, la linea trasmessa da Occhiuto alla sua maggioranza – sempre secondo i “bene informati” – sarebbe quella di non voler avere nulla a che fare con Giannetta. Sempre fonti qualificate riferiscono che Occhiuto abbia già avviato delle interlocuzioni anche con l’opposizione di centrosinistra, per sondarne gli umori (ed eventuali “aperture”) e preparare il terreno per un confronto franco ma costruttivo su una riforma comunque importante per tutta la Calabria. La minoranza fin da subito si è detta pronta a “sfidare” Occhiuto sui numeri in aula ma in settimana farà il punto della situazione, perché comunque il tema della questione di fiducia – ovviamente ammesso e non concesso che Occhiuto poi vi farà ricorso – non è da affrontare a cuor leggero (gli analisti ricordano che la Calabria è già andata al voto delle Regionali 3 volte negli ultimi 6 anni…). La “minaccia” della fiducia dunque, aleggia, dietro le quinte ma aleggia. E allora non resta che attendere le prossime “mosse” di Occhiuto e non solo. (a. cant.)

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