Non più solo copricostume: un nodo sul fianco basta a trasformare il classico pareo in un accessorio per elevare i tailleur in estate
Non c’è cosa che il pareo non sappia fare. Sembra proprio che nell’Estate 2026 averne uno sempre alla portata sia diventato necessario, e forse è davvero così. La moda ha riscoperto questo capo-non cap e se ne è innamorata per la sua versatilità più elementare. Occupa pochissimo spazio in valigia, ma moltiplica le possibilità: in spiaggia si annoda in vita, all’aperitivo diventa top, di giorno si lega alla borsa, ora entra anche nei look da sera.

L’ultima idea che arriva dalle passerelle è indossarlo sopra i pantaloni, come una versione più estiva e leggera della gonna sui pantaloni, uno degli styling più apprezzati degli ultimi anni. Solo che qui il risultato è più spontaneo, e proprio per questo più interessante.
Dove l’abbiamo già visto
Lo si è sempre visto in casa, lo si è sempre indossato al mare, ma da dove viene il pareo? Il termine rimanda al pāreu tahitiano, un telo annodato intorno al corpo e legato alla cultura polinesiana; il sarong, invece, appartiene alla tradizione del Sud-est asiatico e in particolare dell’Indonesia. In comune hanno la stessa idea: un pezzo di tessuto che cambia funzione a seconda del nodo, del gesto, del contesto. Non sorprende che la moda lo abbia riscoperto, sopratutto per l’Estate 2026, dove tutto deve essere pronto a passare dalla spiaggia alla città.
Il pareo sui pantaloni, dalla passerella PE26 di Ermanno Scervino. (Spotlight Launchmetrics)
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Si porta come gonna lunga, come minigonna, come top, come foulard, come vestito improvvisato e ora anche sopra i pantaloni, per la sera. A proporlo in questa nuova veste è stato Ermanno Scervino, dove ha sfilato annodato sul fianco come si farebbe al mare, ma sopra il tailleur.
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Come abbinare il pareo sopra i pantaloni
Sopra un paio di pantaloni a palazzo neri, il pareo di Ermanno Scervino è scuro, con fantasia bianca a contrasto. Sopra, il look si completa con un reggiseno a pois che ricorda l’idea del bikini, e una giacca nera, elegante e sartoriale. Il sarong in questo caso spezza la formalità del look, crea volume sul fianco e porta il completo in un territorio vacanziero.
Ermanno Scervino Primavera-Estate 2026. (Spotlight Launchmetrics)
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Estivo, ma non da spiaggia per replicarlo si può partire da un pantalone fluido: nero, bianco, sabbia o cioccolato. Sopra si può annodare un foulard grande o un pareo leggero, meglio se non troppo lungo e see-trough, lasciando il nodo laterale ben visibile. Con un top minimal e sandali sottili diventa un look da cena in vacanza. Con blazer maschile e bralette funziona anche in città.
La regola è una sola: il pareo deve sembrare annodato all’ultimo, ma scelto benissimo. È la finta nonchalance a fare il look in questi casi.
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