Primo Pignati, gestore dello ‘Spazio Conad’ di Grottammare: "Estate dura"

Supermercato

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Dopo la forte crisi dell’estate, gli scaffali delle verdure stanno lentamente tornando a riempirsi, ma per quelle già pronte in busta la situazione non è ancora tornata alla normalità. La cosiddetta quarta gamma, cioè i vegetali lavati, tagliati e confezionati, ha continuato ad accusare ritardi e difficoltà di approvvigionamento. A confermarlo è Primo Pignati, gestore dello ‘Spazio Conad’ di Grottammare, che ha seguito da vicino una crisi durata per tutta l’estate.
"La quarta gamma è stata praticamente irreperibile – spiega Pignati – a causa del gran caldo che ha fatto crollare la produzione in tutta Italia. I clienti abituati al prodotto pronto e a uno stile di alimentazione basato sul consumo di vegetali hanno acquistato le poche verdure disponibili intere, per poi prepararsele da soli". Una situazione che ha costretto il supermercato anche a informare direttamente i clienti. "Per tutta l’estate siamo stati costretti a esporre cartelli per spiegare la mancanza di prodotti che non erano reperibili sui mercati. Da una decina di giorni li abbiamo tolti perché la crisi sta rientrando e la merce arriva quasi regolarmente, ma il problema è stato molto serio".
Il rifornimento avviene attraverso Conad Adriatico, che il lunedì si approvvigiona sui mercati sulla base degli ordini effettuati dai punti vendita, così da far arrivare la merce sugli scaffali il martedì mattina. Anche sul fronte dei prezzi, però, alcune tipologie hanno registrato aumenti. "Ci sono prodotti che arrivano dall’estero, come quelli dalla Spagna e dalla Grecia, che spesso sono anche più belli. E la gente, si sa, mangia anche con gli occhi. Ma la maggior parte dei nostri clienti preferisce il prodotto italiano, anche se meno bello. I pomodori spagnoli, ad esempio, restano sugli scaffali, mentre quelli italiani, anche se più piccoli, vengono venduti".
Non tutta la verdura arriva dai mercati. Una parte importante viene acquistata direttamente dai produttori locali. Le pesche sono arrivate dagli agricoltori della Valdaso, mentre le insalate sono state acquistate dai produttori di Cupra Marittima. Anche il comparto agricolo locale, tuttavia, ha dovuto fare i conti con le conseguenze della siccità. Infine Pignati porta un esempio che dice molto sulle scelte dei consumatori, tra qualità e prezzo. "Quando abbiamo inserito nel punto vendita l’Aglione toscano della Valdichiana, pagato circa 40 euro al chilo, pensavamo che nessuno avrebbe acquistato un aglio, seppur grande, a 7 o 8 euro. Invece, quasi a sorpresa, è stato venduto. Significa che per le cose buone la gente è disposta a spendere. In conclusione, sui banchi di vendita ’girano’ le cose giuste".
Marcello Iezzi
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