Il ricordo di Bergomi: "Bagnoli allenatore moderno, avanti anni luce"

Anche Beppe Bergomi, che ha lavorato con Osvaldo Bagnoli all'Inter, ha ricordato per Sky Sport la figura dell'ex allenatore scomparso oggi all'età di 91 anni: "Un grande uomo e un grande mister. Sotto l'aspetto umano era molto coinvolgente anche coi suoi modi, a volte gli scappava qualche parola in dialetto ma aveva un'umanità incredibile e sapeva tenere il gruppo; era davvero una bella persona. Come mister era anni luce avanti; già quando arrivò all'Inter lavorava sulla difesa a tre, la zona pura e sugli esterni molto alti, sarebbe perfetto anche nel calcio di oggi col suo modo di cercare la perfezione. Si lagnava che non riusciva a far giocare bene l'Inter, però quella squadra alla fine arrivò seconda".

Ma c'è qualche allenatore che gli somiglia?

"Direi tutti quelli che giocano con la difesa a tre. Se penso a come giocavano bene le sue squadre, parlo del Verona o del Genoa che batté il Liverpool ad Anfield, ma anche da noi, devo dire che assomigliavano a questa Inter: aveva una difesa forte, un centrocampo di qualità e gli esterni che voleva all'altezza degli attaccanti. Una volta chiese a Paolo Tramezzani di stare più alto, io nella mia ingenuità dicevo: 'No, deve stare vicino a noi per aiutarci'". 

Hai un ricordo particolare su di lui?

"Soprattutto all'inizio, lui era sempre lì a parlare col gruppo per trovare una soluzione. Bagnoli aveva le idee chiare, sapeva comunicare a modo suo. Poi racconto un aneddoto: con Corrado Orrico non raggiungemmo le Coppe e io avevo avuto delle richieste, ma lui mi disse di rimanere perché ero il più forte. E l'anno dopo feci una grande stagione. Sarà sempre nel mio cuore per quello che mi ha dato e per la fiducia che ha avuto in me". 

Christian Liotta

autore

Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.