Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri (Lega) indagato per diffamazione e minaccia - Notizie - Ansa.it

BOLOGNA, 17 LUG - Alan Fabbri, sindaco della Lega di Ferrara, è indagato per diffamazione e violenza o minaccia contro un corpo politico. Lo rende noto egli stesso in un post su Facebook spiegando di essere stato iscritto nel registro degli indagati "per il caso dell'articolo di giornale poggiato sui banchi dell'opposizione", articolo che "riportava il caso del figlio dell'avvocato Fabio Anselmo, sorpreso con un pacco contenente circa mezzo chilo di hashish proveniente dalla Spagna".
    La vicenda riguarda uno scontro in Consiglio comunale avvenuto a fine maggio, quando il sindaco Fabbri era chiamato a relazionare sull'incidente d'auto in cui era rimasto coinvolto il 4 maggio, nel Mantovano, in auto con l'assessora Francesca Savini che perse il controllo del mezzo e alla quale fu rilevato un tasso alcolico di tre volte superiore alla media (fatto che ha poi portato alle dimissioni di Savini). Nella seduta del 27 maggio in Consiglio, dopo un breve discorso, Fabbri depositò sui banchi dell'opposizione un foglio con un vecchio lancio di agenzia relativo all'arresto, nel 2021, del figlio del consigliere di opposizione, Fabio Anselmo (suo sfidante alle Comunali).
    "Non era mia intenzione renderlo di dominio pubblico - spiega Fabbri a proposito dell'arresto del giovane - cosa che invece ha fatto l'ex-candidato sindaco per il centro-sinistra Anselmo.
    Altrimenti lo avrei già fatto in campagna elettorale. Era solo un modo per confermare di non essere come loro e di non avere i loro stessi metodi, che hanno sempre utilizzato nei miei e nostri confronti. Sembra che dovrò quindi rispondere di due reati: diffamazione e violenza o minaccia contro un corpo politico (art. 338 c.p.). A depositare la denuncia, come aveva già annunciato, è stato il consigliere di opposizione Fabio Anselmo, che non ha ancora capito che, per governare una città e ottenere consenso, bisogna conquistare la fiducia dei cittadini nelle urne e non nelle aule di tribunale. Mi chiedo dove sia finita quella libertà che tanto professano, se anche un articolo di giornale, peraltro già di dominio pubblico da anni, possa rappresentare un grave pericolo per l'opposizione. Resto comunque fiducioso nella magistratura, affrontando anche questa ennesima vicenda e ritenendo di aver sempre agito con correttezza, trasparenza e nell'interesse di tutti i cittadini".

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