“L’approvazione della legge sul fine vita rappresenta un risultato importante e un atto di responsabilità del consiglio regionale del Veneto. È stata una discussione complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche. Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema. Personalmente sono orgoglioso di una politica regionale che, su un tema così delicato, ha saputo mostrare il volto migliore delle istituzioni: ascoltare, approfondire, confrontarsi con serietà e, infine, assumersi fino in fondo la responsabilità di decidere e di indicare una strada”: parole e musica dell'ex Governatore Luca Zaia. Che, a dirla tutta, per le orecchie del segretario nazionale del suo partito, Salvini, non risulteranno propriamente come una melodia.
Ok del Veneto alla legge sul fine vita
Il Veneto è la prima regione a trazione centrodestra ad avere approvata una legge sul suicidio medicalmente assistito.

Voglio ringraziare tutti i consiglieri regionali chi ha votato a favore, chi si è espresso contro e chi ha manifestato dubbi o sensibilità differenti. Oltre dieci ore di dibattito, precedute da mesi di studio e approfondimento, hanno dato vita a un confronto serio, rispettoso e di alto livello. Su un tema così delicato, anche la capacità di ascoltare le ragioni degli altri rappresenta un patrimonio per l’istituzione. Il mio ringraziamento non può che andare anche ai cittadini e alle associazioni che da posizioni diverse hanno arricchito proposte e discussione”
ha dichiarato il padre politico della norma, Luca Zaia.

“Voglio sottolineare che oggi abbiamo approvato una legge per i pazienti e per le loro famiglie, ma anche per i medici e per tutti gli operatori sanitari. Da molto tempo ripeto che sono anche loro a trovarsi ogni giorno davanti a situazioni umane e professionali di straordinaria complessità, spesso in quell’area di confine nella quale medicina, sofferenza, volontà del paziente ed etica si incontrano. Da oggi abbiamo dato anche a loro uno strumento in più, un quadro più chiaro entro il quale affrontare decisioni difficilissime senza essere lasciati soli
Cosa prevede la normativa approvata
Zaia, nel commentare la legge sul fine vita, ha ribadito anche che il perimetro della normativa è stato tracciato dalla Corte costituzionale:

Il Veneto ha scelto di fare la propria parte, organizzando meglio le procedure ed esercitando pienamente i doveri che spettano a un’istituzione che ha la responsabilità della sanità pubblica. Credo che oggi emerga anche un tratto importante della politica veneta. Il Consiglio ha saputo prendere una proposta di legge di iniziativa popolare, studiarla nel merito, emendarla e migliorarla, senza snaturarne l’impianto, fino ad arrivare a un provvedimento maturo. È questo il compito della buona politica: raccogliere una domanda che arriva dai cittadini e trasformarla, attraverso il lavoro legislativo, in una risposta solida e concretamente applicabile
Zaia ha sottolineato che è stato un percorso lungo e non semplice. Ma proprio per questo, il risultato raggiunto assume ancora maggiore significato.

Il Veneto ha dimostrato che anche sulle questioni più profonde e divisive si può discutere senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma mettendo al centro le persone. Pazienti, famiglie, medici e operatori sanitari da oggi possono contare su un quadro più chiaro. È questo, prima di tutto, il significato della decisione assunta oggi dal Consiglio regionale”