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Non si sono ancora sopite le polemiche per quanto successo in Malesia nel giro di formazione e sulle successive scelte della Race Direction
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Pubblicato il 7 Ottobre 2026 ore 08:00
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Caos e decisioni complicati
A distanza ormai di tre giorni dalla conclusione del GP del Bahrain in Malesia non si sono ancora sopite le polemiche sul caos generato nel pre-gara dai problemi di software che hanno riguardato quasi tutte le monoposto in griglia. Chiarita, almeno parzialmente, la dinamica che ha portato le monoposto a rallentare improvvisamente durante il giro di formazione, l’attenzione ora si è spostata sulla decisione presa dalla Race Direction di far ripartire la corsa con la griglia di partenza originaria, cancellando sostanzialmente tutti i cambi di posizione che si sono verificati nel corso del warm-up lap. Si tratta della scelta che tanto ha fatto infuriare Fernando Alonso: lo spagnolo ha accusato la federazione di aver voluto aiutare Lewis Hamilton, che era stato il più penalizzato dai problemi al software, retrocedendo al fondo della griglia da secondo che era.
Cosa dice il regolamento
Il problema è che la federazione, ripristinando l’ordine di partenza originale e non tenendo conto dell’ordine in cui le monoposto sono entrate in pit-lane, sembrerebbe aver infranto il proprio stesso regolamento sportivo. Al paragrafo B5.15.1 infatti viene esplicitamente spiegato che in caso di una interruzione della procedura di partenza e di ingresso delle auto in pit-lane, la gara dovrà essere fatta ripartire mantenendo l’ordine con cui le auto sono entrate nella corsia dei box.
“Tutte le vetture di F1 che sono entrate nella corsia dei box dietro alla Safety Car al momento della sospensione della procedura di partenza saranno disposte nell’ordine in cui sono entrate nella corsia dei box, con le vetture che sono state penalizzate e devono partire dalla corsia dei box in fondo alla fila“, recita il regolamento.
Insomma, quella fatta dalla Race Direction sembra essere stata una vera e propria forzatura fatta al di fuori delle regole, per quanto comprensibile visto che il problema che aveva rallentato quasi tutte le monoposto era indipendente dalle responsabilità dei singoli piloti e team.
Scelta di buon senso, ma ‘irregolare’
L’altro problema emerso nella situazione specifica era che il caos è stato talmente grande, con così tante vetture coinvolte e ‘sparpagliate’ per la pista, che per la direzione gara è diventato impossibile definire l’effettiva correttezza di quella che sarebbe stata la nuova griglia. Anche in questo caso però, attenendosi alla lettera del regolamento, sarebbe bastato cristallizzare l’ordine di ingresso in corsia box, con l’unica (ovvia) accortezza di posizionare a fondo gruppo quelle auto che erano rimaste bloccate in pista così a lungo da essere state raggiunte dalla Safety Car, trovandosi così paradossalmente davanti alla stessa vettura di sicurezza al momento dell’ingresso ai box (come si vede dalla foto di copertina di questo articolo).
A Sky Sports F1 la commentatrice Bernie Collins, ex stratega del team Aston Martin, ha sottolineato come si sia indiscutibilmente infranta una regola scritta nel regolamento sportivo: “Sono in parte d’accordo con il ripristino dell’ordine di griglia, data la situazione estremamente caotica – ha affermato Collins – tuttavia esiste una regola specifica per la sospensione della procedura di partenza che stabilisce chiaramente che le vetture che entrano nella corsia dei box partiranno nell’ordine in cui vi sono entrate. Certo, la situazione è stata ben più caotica di quanto previsto da quella norma, ma la regola esiste. Di conseguenza, chi ha tratto vantaggio grazie a una gestione migliore del giro di formazione – che sia dipeso dalla comprensione del motore, dalla pura fortuna o da qualsiasi altro fattore potrebbe essersi sentito penalizzato dal ripristino dell’ordine di griglia originale”.