In quale città si terrà il mio processo penale?

La competenza territoriale segue il luogo di consumazione del reato. Se non è individuabile, scattano i criteri suppletivi: luogo dell’azione, residenza dell’imputato, sede del PM che ha iscritto per primo. Guida pratica alla lettura degli atti.

Arriva una notifica. C’è scritto il nome di una Procura della Repubblica, una città, un numero di fascicolo. Oppure arriva un decreto di citazione a giudizio che indica un tribunale. Ma quel tribunale è davvero quello giusto? Il fatto è avvenuto in un’altra città — perché il processo si fa lì?

Ti stai chiedendo in quale città si terrà il tuo processo penale? La risposta richiede di conoscere le regole sulla competenza territoriale previste dagli artt. 8 e 9 cod. proc. pen., i criteri suppletivi applicabili quando il luogo non è determinabile con certezza, le principali eccezioni per materie speciali e come leggere gli atti ricevuti per orientarsi.

Questa spiegazione ha carattere generale e informativo: per verificare la competenza nel proprio caso specifico è indispensabile esaminare gli atti con un difensore.

Indice

  • La regola principale: il luogo di consumazione del reato
  • Esempi pratici di luogo di consumazione
  • I criteri suppletivi quando il luogo non è chiaro
  • Le eccezioni: reati tributari e giudice di pace
  • Come si solleva l’eccezione di incompetenza territoriale
  • Come leggere gli atti ricevuti per capire dove si terrà il processo

La regola principale: il luogo di consumazione del reato

Il punto di partenza è il luogo in cui il reato è stato consumato — il cosiddetto locus commissi delicti — previsto dall’art. 8, comma 1, cod. proc. pen.

Per i reati che si articolano in una condotta e in un evento distinti — la truffa, il furto, le lesioni — rileva in via principale il luogo in cui si verifica l’evento, cioè dove si produce il risultato tipico della fattispecie. Per i reati di pura condotta — l’accesso abusivo a sistema informatico, la guida in stato di ebbrezza — rileva il luogo in cui la condotta viene materialmente realizzata.

Il codice prevede alcune varianti. Per i reati da cui deriva la morte di una o più persone, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta l’azione o l’omissione — non dove è avvenuta la morte. Per i reati permanenti — come il sequestro di persona o i maltrattamenti in famiglia — è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione. Per il delitto tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l’ultimo atto diretto a commettere il delitto.

Esempi pratici di luogo di consumazione

La giurisprudenza ha chiarito dove si consuma il reato in alcune situazioni frequenti.

Per la truffa contrattuale online con pagamento tramite bonifico, il reato si consuma nel luogo in cui l’autore consegue il profitto ingiusto — dove è accreditato e riscosso il denaro — non nel luogo da cui parte la disposizione di pagamento (Cass. pen. n. 27012/2022).

Per la ricettazione, la competenza si radica nel luogo in cui la cosa è venuta in possesso dell’imputato (Cass. pen. n. 26106/2019).

Per i maltrattamenti in famiglia, il reato si considera commesso nel luogo dell’ultima condotta integrante la fattispecie (Cass. pen. n. 26549/2023).

Per l’acquisto di stupefacenti, è competente il giudice del luogo in cui si è concluso l’accordo tra compratore e venditore (Cass. pen. n. 45884/2017).

Per la diffamazione via internet, se non è possibile stabilire il luogo di consumazione, la competenza si determina in relazione al luogo in cui il contenuto è stato caricato come dato informatico e immesso in rete (Cass. pen. n. 8482/2017).

I criteri suppletivi quando il luogo non è chiaro

Quando non è possibile applicare la regola principale del luogo di consumazione, entrano in gioco i criteri suppletiviprevisti dall’art. 9 cod. proc. pen., applicati in ordine gerarchico.

Il primo criterio suppletivo è il luogo in cui è avvenuta l’ultima parte essenziale dell’azione o dell’omissione — non una parte qualsiasi, ma quella che contribuisce in modo rilevante a integrare la fattispecie di reato.

Se anche questo non è determinabile, si passa alla residenza, dimora o domicilio dell’imputato al momento della commissione del reato. Rileva la situazione al momento del fatto: mutamenti successivi non incidono sulla competenza (Cass. pen. n. 46352/2023). Per l’imputato agli arresti domiciliari, la dimora comprende il luogo di esecuzione della misura (Cass. pen. n. 51986/2016).

Se nemmeno questo criterio è applicabile — ad esempio perché più imputati hanno residenza in circondari diversi — scatta il criterio residuale: è competente il giudice del luogo in cui ha sede l’ufficio del pubblico ministero che per primo ha iscritto la notizia di reato nel registro degli indagati.

Le eccezioni: reati tributari e giudice di pace

Per i reati tributari, l’art. 18 del D.Lgs. n. 74/2000 prevede regole speciali. Per i reati in materia di dichiarazione — come la dichiarazione fraudolenta o l’omessa dichiarazione — è competente il giudice del domicilio fiscale del contribuente, indipendentemente dal luogo in cui la condotta si è concretamente svolta. Per le altre ipotesi si applica il luogo di consumazione. Quando nemmeno questo è determinabile — come nell’omesso versamento IVA, per cui il pagamento potrebbe avvenire presso qualsiasi concessionario sul territorio — la competenza si radica nel luogo di accertamento del reato (Cass. pen. n. 45966/2021).

Per i reati di competenza del giudice di pace, l’art. 5 del D.Lgs. n. 274/2000 stabilisce che è competente il giudice di pace del luogo in cui il reato è stato consumato. In caso di connessione tra procedimenti per reati commessi in luoghi diversi, è competente il giudice di pace del luogo in cui è stato commesso il primo reato; se nemmeno questo è determinabile, è competente il giudice di pace del luogo in cui è iniziato il primo dei procedimenti connessi.

Come si solleva l’eccezione di incompetenza territoriale

Se si ritiene che il tribunale indicato negli atti non sia quello territorialmente competente, l’eccezione va sollevata entro termini precisi a pena di decadenza. L’incompetenza per territorio deve essere eccepita prima della conclusione dell’udienza preliminare oppure, se questa manca, entro le questioni preliminari prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, ai sensi dell’art. 21, commi 2 e 3, cod. proc. pen.

Se non si rispetta questo termine, il giudice inizialmente adito resta competente anche se in astratto un altro tribunale avrebbe dovuto celebrare il processo. L’incompetenza territoriale non può essere eccepita per la prima volta in cassazione (Cass. pen. n. 28485/2024).

Un aspetto rilevante: la dichiarazione di incompetenza per territorio non fa venir meno gli effetti degli atti interruttivi o sospensivi della prescrizione già intervenuti, che permangono anche dopo la trasmissione degli atti al giudice competente (Cass. pen. n. 30627/2017).

Come leggere gli atti ricevuti per capire dove si terrà il processo

Nella pratica, la città in cui si terrà il processo emerge direttamente dagli atti notificati.

Il documento più esplicito è il decreto che dispone il giudizio — nei procedimenti con udienza preliminare — oppure il decreto di citazione diretta a giudizio — nei procedimenti senza udienza preliminare. In entrambi gli atti è indicato chiaramente l’ufficio giudiziario — “Tribunale di Torino – Sezione Penale”, “Giudice di Pace di Firenze” — e la data dell’udienza.

Anche dalle fasi precedenti si possono ricavare indicazioni: l’informazione di garanzia, l’avviso di conclusione delle indagini ai sensi dell’art. 415-bis cod. proc. pen. e le comunicazioni della Procura indicano quale ufficio del pubblico ministero sta procedendo. In via generale, il processo si celebra davanti al tribunale del circondario in cui ha sede quella Procura, salvo eventuali trasferimenti per incompetenza.

Per verificare se l’ufficio indicato corrisponde ai criteri di competenza territoriale, occorre: identificare il reato contestato e dove, secondo gli atti, sarebbe avvenuto il fatto; verificare quale Procura procede; valutare se ricorrono regole speciali — reati tributari, reati online, competenza del giudice di pace; decidere se e quando sollevare l’eccezione di incompetenza territoriale con l’assistenza del difensore.