In Svezia gli exit poll danno in leggero vantaggio il centrosinistra

Gli exit poll danno in vantaggio la coalizione di centrosinistra alle elezioni in Svezia, che si sono tenute domenica per rinnovare i 349 seggi del parlamento (Riksdag), che poi elegge il capo del governo. La coalizione è composta dai Socialdemocratici, che sebbene in leggero calo si sono riconfermati il primo partito (lo è da oltre un secolo), dai Verdi, dal partito di Sinistra e di Centro.

Secondo gli exit poll la coalizione in tutto avrebbe ottenuto il 51,3 per cento dei voti, contro il 46,8 della coalizione di centrodestra, che è attualmente al governo: è composta dai Moderati svedesi, che secondo gli exit poll sono il secondo partito, insieme ai Cristiano Democratici e Liberali. Il partito di estrema destra Democratici Svedesi, il terzo partito, in questi ultimi quattro anni hanno dato un appoggio esterno al governo, condizionandone la linea su immigrazione e sicurezza.

Gli exit poll, che sono il risultato di interviste fuori dai seggi e dunque da prendere con molta cautela, mostrano una situazione ancora molto incerta e un margine di vantaggio del centrosinistra ancora molto risicato. Se dovessero essere confermati dai dati reali Magdalena Andersson, leader dei Socialdemocratici, tornerà al governo dopo 4 anni.

Alle 21:30 sono attese le prime proiezioni sui dati reali, che indicano una stima del risultato complessivo a partire dai voti già conteggiati.

La campagna elettorale era cominciata con la coalizione di sinistra ampiamente avanti nei sondaggi, ma poi con il passare delle settimane quel vantaggio si è sempre più ridotto e sabato sinistra e destra sembravano praticamente alla pari.

In Svezia si vota con un sistema proporzionale puro, ma con soglia di sbarramento al 4 per cento (alla vigilia il partito che era più a rischio di non superarla erano i Liberali). L’affluenza è normalmente molto alta, vicino all’80 per cento, anche perché è previsto il voto in anticipo: si poteva fare dal 26 agosto.