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- Inchiesta arbitri, Rocchi e il dirigente dell’Aia Pinzani intercettati: “Mando Colombo all’Inter in quella partita, ci tengono”
Un dialogo tra l’ex designatore e il manager che curava curava i rapporti con i club sarebbe stato captato nel corso dell’indagine archiviata il 15 luglio per “assenza di frode sportiva”. I due parlerebbero di fischietti “preferiti” dalla società nerazzurra

Gianluca Rocchi e Riccardo Pinzani

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Milano, 16 luglio 2026 – Nonostante la richiesta di archiviazione, arrivata ieri, nell’ambito delle intercettazioni arbitrali tra l’ex designatore Gianluca Rocchi e l’Inter, sorgono nuovi discorsi captati. In uno di questi, agli atti dell'inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale, Riccardo Pinzani, dirigente dell'Associazione italiana arbitri che curava i rapporti con i club, diceva a Rocchi, poi autosospesosi: "Io voglio capire da loro se tengono di più al Bologna o al derby".
E Rocchi rispondeva: "Per me al Bologna te lo dico io! E gli manderò Colombo lì". E' quanto emerge da uno dei dialoghi registrati nell'indagine dei pm che hanno appunto chiesto l'archiviazione per Rocchi in relazione alle presunte "combine" sulle designazioni arbitrali a favore dell'Inter (per la società è stata disposta l'archiviazione).
"I migliori arbitri”
Nell'intercettazione Rocchi e Pinzani fanno riferimento alla partita Bologna-Inter del 20 aprile del 2025 in cui, stando all'imputazione che era stata formulata, Rocchi avrebbe scelto come arbitro Andrea Colombo "gradito" al club nerazzurro. Nella stessa intercettazione, tra l'altro, Rocchi dice a Pinzani: "Gli dissi l'altro giorno a Giorgio (nell'inchiesta è stato ascoltato tra i testi, e non indagato, il manager dell'Inter Giorgio Schenone, ndr) 'guarda voi siete abituati male, ti abbiamo mandato i primi 20, i primi 15 di sempre". Il riferimento sarebbe stato, secondo le indagini, ai migliori arbitri.
Il parere dei pm
Tornando alla richiesta di archiviazione avanzata al gip dal pm Maurizio Ascione - che ha lavorato all’inchiesta per due anni, raccogliendo materiali con pedinamenti, intercettazioni e dichiarazioni - dal procuratore aggiunto Paolo Ielo (che affianca nelle indagini Ascione da giugno) e dal procuratore capo Marcello Viola, “un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine” degli arbitri. Dopo qualche malumore che si respirava tra i corridoi nella Procura, i magistrati sono infine concordi nel chiedere al giudice di mettere un punto: l’inchiesta è da archiviare.
Il ragionamento della Procura è quindi che occorre distinguere tra “la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche”.
Tuttavia, non vi si nega una “sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati”. Singoli episodi che non si strutturano quindi in una frode sportiva, accusa ipotizzata nei confronti dell’uomo che aveva, appunto, il compito di nominare gli arbitri: l’ex designatore Gianluca Rocchi, iscritto nel fascicolo degli indagati insieme al supervisore Andrea Gervasoni e all’assistente Daniele Paterna, oltre ai due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca.
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