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- Incidenti durante la bufera sul lago: “Bisogna sempre essere prudenti. Non siamo al mare, qui pericoli diversi”
Malgrate, una vittima e diverse persone soccorse. Le indicazioni di Paolo Rusconi, presidente di lungo corso del Soccorso bellanese: semplici regole, che però segnano la differenza tra la vita e la morte quando si nuota nel lago di Como, uno tra i laghi più belli e insieme insidiosi al mondo

Guardia costiera in azione

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Malgrate (Lecco) – Naim aveva 20 anni. Era del Marocco, ma abitava a Cassago Brianza, insieme ai familiari. Naim Imad è stato l’ultimo a morire nel lago di Como: domenica pomeriggio si è tuffato in acqua a Malgrate prima che si scatenasse un violento temporale e non è più riemerso. Sono stati invece salvati in extremis quattro diportisti rimasti in balia delle onde al largo di Valmadrera: tra loro anche una bambina di 9 anni. Sulla sponda comasca ne sono stati recuperati altri 15 a bordo di 5 imbarcazioni.
Una lunga estate nera
I militari della Guardia costiera de Reparto Operativo Laghi di Milano hanno gestito più di cinquanta richieste di aiuto in seguito all’ondata di maltempo che l’altro pomeriggio si è abbattuto sul lago. Sempre domenica, ma in mattinata, sono stati soccorsi anche una ragazzina di 16 anni e un giovane di 26 in difficoltà a Bellano e Lierna. Il lago non ha inoltre ancora restituito il corpo di Jeirom Rayan, 21enne di Bergamo affogato la vigilia di Ferragosto dopo essersi tuffato da una barca a Laglio. Una lunga estate nera nera quella ancora in corso per quanto riguarda le vittime del lago.
"Serve molta prudenza”
“Fare un bel bagno al lago d’estate è certamente rigenerante, soprattutto quando fuori si brucia dal caldo – spiega Paolo Rusconi, presidente di lungo corso del Soccorso bellanese, che di bagnanti ne ha salvati tanti e purtroppo ne ha anche visti tanti morire -. Ma è necessario essere molto prudenti per non andare incontro a spiacevoli episodi. L’acqua del lago non è quella del mare, si galleggia con più fatica".
Le indicazioni
“È bene nuotare rimanendo all’interno delle aree riservate alla balneazione. È meglio anche fare il bagno con un amico per non trovarsi da soli in caso di difficoltà. Non bisogna mai allontanarsi dalla riva utilizzando materassini o altri gonfiabili che non sono ausili al galleggiamento certificati. Se non si è capaci di nuotare è assolutamente sconsigliato immergersi oltre la cintura. Bisogna entrare in acqua gradualmente per abituare il corpo alla temperatura più fredda, specialmente dopo essere stati al sole; altrimenti si rischia anche di perdere coscienza. Se si sta nuotando e ci sente stanchi è bene riposare”. Sono semplici regole, che però segnano la differenza tra la vita e la morte quando si nuota nel lago di Como, una tra i laghi più belli e insieme pericolosi al mondo.
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