Home > Calcio > Infantino fa marcia indietro su privatizzazioni Mondiali: “Progetto divisivo, non si andrà avanti”
Alla fine Gianni Infantino ha ceduto: il presidente della Fifa rinuncia al progetto di privatizzazioni nel mondo del calcio che aveva fatto registrare l’alzata di scudi di quasi tutte le federazioni a livello mondiale. “Il progetto Fifa Forward Enterprise era stato concepito per fornire una base per rafforzare ulteriormente le Federazioni affiliate alla Fifa e il nostro sport a livello mondiale, soprattutto nei Paesi in cui il supporto è più necessario. E, come abbiamo affermato fin dall’inizio, questo progetto doveva essere realizzato solo con il sostegno della maggioranza delle Federazioni affiliate alla Fifa e sempre previa consultazione con le stesse, il Consiglio Fifa, le Confederazioni e le altre parti interessate. Dopo aver ascoltato attentamente tutte le opinioni, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di sostegno, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato, e sarà sempre, unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti“. Così Infantino in una nota, manifestando l’intenzione “di riunire tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane, nello spirito di un interesse comune per il nostro sport e con l’obiettivo di continuare a far crescere il calcio ovunque, in particolare nei Paesi che hanno maggiormente bisogno del nostro supporto”.
Le defezioni anche tra i vertici della stessa Fifa
Anche tra i vertici della Fifa non erano mancate le critiche e gli attacchi, anche duri, a Infantino. Carlos Cordeiro, consulente senior della Fifa e rappresentante dell’organismo calcistico nella task force della Casa Bianca per i Mondiali, si è dimesso venerdì per protestare contro il piano di cessione di una quota di partecipazione nella Coppa del Mondo. “Non posso rimanere a guardare mentre la Fifa valuta la possibilità di vendere una quota dei Mondiali”, ha dichiarato Cordeiro, ex banchiere di Goldman Sachs, in un comunicato stampa in cui annunciava le sue dimissioni da consulente, esortando gli altri membri dello staff a prendere posizione. Cordeiro ha spesso accompagnato Infantino nelle visite di lavoro alla Casa Bianca per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump negli ultimi anni. “Voglio essere chiaro. Non ho avuto alcun ruolo in questa proposta e mi oppongo inequivocabilmente”, ha affermato Cordeiro, ex presidente della Federazione calcistica statunitense, definendo la società commerciale da 20 miliardi di dollari “un pessimo affare per il calcio”. “Il calcio è stato centrale nella mia vita e, dopo oltre 35 anni nel settore bancario, comprendo sia il valore di questo patrimonio sia le conseguenze della sua cessione”, ha concluso. “Ecco perché questa proposta dovrebbe essere respinta”, ha concluso.
Il direttore operativo della Fifa, Kevin Lamour, ha dichiarato in un comunicato all’Associated Press che il personale dell’organo di governo del calcio è stato “ingannato” dalla mancanza di trasparenza del presidente Gianni Infantino nella pianificazione del progetto di investimento privato e “merita di meglio che disprezzo e intimidazione”.
“È il progetto di una sola persona”, ha scritto Lamour, collaboratore di lunga data di Infantino sia alla Fifa che alla Uefa. “Non solo questo progetto non deve andare avanti, ma è giunto il momento che i leader politici del calcio si pongano le domande giuste e prendano le decisioni giuste”, ha aggiunto. Lamour non si è dimesso dall’incarico che ricopriva dal 2024, ma ha affermato di avere un dovere nei confronti dei suoi colleghi. “E se questo significa che perderò il lavoro, che così sia”, ha detto il dirigente francese. “Capirò e rispetterò questa decisione. Almeno dormirò sonni tranquilli stanotte”, ha concluso.