Sono 18 le convinzioni errate
maggiormente diffuse sui vulcani e sulle loro eruzioni. È quanto
emerge dallo studio pubblicato sul Journal of Applied
Volcanology e curato da un team internazionale di vulcanologi.
La ricerca, condotta in collaborazione con l'Istituto Nazionale
di Geofisica e Vulcanologia, ha visto la partecipazione del
ricercatore dell'Osservatorio Etneo di Catania, Boris Behncke.
Tra gli argomenti generalmente fraintesi figurano alcuni
termini particolarmente accattivanti, come "cintura di fuoco del
Pacifico", "supervulcani" e "megatsunami", ma anche temi
scientifici di grande interesse pubblico, come il rapporto tra
vulcani e clima o la salute umana, e questioni complesse come la
previsione delle eruzioni.
"La ricerca è una risorsa sviluppata per aiutare
vulcanologi, giornalisti, decisori e pubblico a orientarsi
correttamente quando un vulcano entra in eruzione, o anche
quando non lo fa", osserva Behncke. "Per ciascun concetto
sbagliato - prosegue - l'articolo presenta punti chiave e
sintesi delle ricerche recenti, fornendo ai lettori le
informazioni necessarie per affrontare e spiegare correttamente
questi temi".
Il lavoro presenta inoltre sette casi studio che mostrano
come informazioni scorrette siano state ampiamente diffuse e
successivamente contrastate in relazione a vulcani conosciuti ed
eruzioni recenti. Tra questi la caldera di Yellowstone, negli
Stati Uniti: ad ogni minore variazione nei parametri monitorati
si diffondono rapidamente gli scenari di un'imminente eruzione
apocalittica, che porterà la specie umana sull'orlo
dell'estinzione, evento ritenuto estremamente poco probabile tra
tutti gli scenari possibili. In Italia spesso si legge ancora
oggi che durante l'eruzione dell'Etna del 1669 sarebbero morte
migliaia di persone, mentre in realtà non è morto nessuno.
Negli ultimi anni alcune testate hanno più volte illustrato i
loro articoli sullo Stromboli con immagini del vulcano Anak
Krakatau in Indonesia. Sulla recentissima attività dell'Etna,
sui diversi canali social sono state messe in circolazione tante
notizie false su come sarebbe evoluta l'attività in corso.
"Per non parlare - osserva Behncke - delle immagini create
con l'intelligenza artificiale, falsificate o di altri vulcani o
eruzioni dopo la recentissima eruzione dell'Anak Krakatau in
Indonesia".
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