L'isola più affascinante del Mediterraneo è italiana, ed è sconosciuta

Nel braccio di mare che separa la terraferma gallurese dai complessi calcarei del nord-est della Sardegna, sorge un’isola rotondeggiante la cui silhouette ricorda una macina da grano. Parte del territorio comunale di Olbia, rientra nei confini protetti del parco marino di Tavolara – Punta Coda Cavallo ma, a differenza della vicina sorella maggiore che è un’imponente cattedrale di calcare bianca e ripida, questo scoglio si distingue per la matrice geologica interamente granitica, caratterizzata da rilievi dolci erosi dallo scirocco. Parliamo della strepitosa Isola di Molara.

Il suo nome, probabilmente derivato dalla forma simile a una mola da mulino, racconta già qualcosa del suo profilo: l’assenza di centri abitati, la presenza di pochi edifici storici e la tutela ambientale l’hanno trasformata in un rifugio prezioso per fauna e flora mediterranee. Tra olivastri secolari, lentischi, ginepri e cisti profumati trovano riparo specie rare di uccelli, mentre il mare custodisce una biodiversità tra le più ricche della Sardegna.

L’isola, oltre a spiagge favolose, piscine naturali che incantano e un mare dai colori brillanti, vanta vicende storiche millenarie. Vi basti pensare che durante il III secolo dopo Cristo le autorità romane inviarono qui in esilio Papa Ponziano (almeno secondo la tradizione) insieme al sacerdote Ippolito. L’evento segnò la storia cristiana del Mediterraneo, portando alla successiva edificazione di un monastero e di un piccolo borgo intitolato a San Pietro.

Indice

  • Le spiagge più belle dell’Isola di Molara
  • Cosa vedere sull’Isola di Molara
  • Dove si trova e come arrivare

Le spiagge più belle dell’Isola di Molara

La costa di Molara alterna piccole cale, scogli levigati dal vento e tratti sabbiosi raccolti. Il granito crea forme morbide, mentre il fondale chiaro amplifica i riflessi del sole fino a regalare tonalità che passano dall’azzurro al verde smeraldo. Gran parte delle baie resta raggiungibile esclusivamente dal mare e, anche se potrebbe sembrare un limite, è proprio questo dettaglio a rendere quest’isola della Sardegna un vero paradiso.

Le Piscine di Molara

Rappresentano il simbolo dell’isola e uno degli scorci più fotografati della regione. Parliamo delle Piscine di Molara, che si trovano sul versante sud-occidentale e devono la loro fama alla trasparenza straordinaria dell’acqua. Il fondale sabbioso, ricoperto da pochi metri d’acqua, mette in scena un effetto ottico sorprendente che fa sembrare le imbarcazioni sospese sull’azzurro.

Lo snorkeling regala incontri ravvicinati con occhiate, castagnole, saraghi e piccoli branchi di pesci che vivono indisturbati grazie alla protezione dell’area marina. La limpidezza dell’acqua, inoltre, rende visibile anche il più piccolo dettaglio del fondale.

Cala dei Francesi

Tra le insenature più suggestive di Molara, Cala dei Francesi conquista grazie alla combinazione tra rocce granitiche levigate e mare cristallino. La piccola spiaggia di sabbia chiara si inserisce in un ambiente dominato dalla vegetazione mediterranea, dando vita a un contrasto cromatico spettacolare. Il fondale digrada lentamente e permette di osservare con facilità pesci e stelle marine già a pochi metri dalla riva.

Cala della Tartaruga

Il nome richiama la presenza passata delle tartarughe marine che frequentavano queste limpide acque. La baia alterna sabbia e scogli bassi modellati dal mare, favorendo angoli perfetti per chi ama osservare il paesaggio senza fretta. Il colore dell’acqua muta continuamente durante la giornata, passando dal verde al turchese intenso secondo la posizione del sole.

Cala Finanza

Meno conosciuta rispetto alle precedenti, Cala Finanza conserva un’atmosfera particolarmente tranquilla. La vegetazione arriva quasi fino alla riva e il granito scolpisce piccole terrazze naturali affacciate sul mare. L’isolamento contribuisce a rendere questa cala uno degli angoli più affascinanti dell’isola, soprattutto nelle prime ore del mattino.

Cala Spagnola

Per ultima, ma non per importanza e bellezza, la piccola e raccolta Cala Spagnola, la quale rappresenta uno degli approdi più utilizzati durante le escursioni organizzate. Da qui partono alcuni dei percorsi che conducono verso le testimonianze storiche disseminate nell’entroterra e verso le antiche costruzioni agricole sorte durante il XIX secolo.

Cosa vedere sull’Isola di Molara

Sì, Molara riesce a conquistare anche lontano dalla costa con le sue colline granitiche, le antiche fortificazioni e i sentieri che attraversano un paesaggio che racconta secoli di storia, dalle vicende romane fino all’epoca giudicale.

  • La chiesa di San Ponziano: custodisce i resti di un edificio medievale legato alla tradizione dell’esilio di Papa Ponziano.
  • Il Castello di Molara: occupa la sommità del Monte Casteddu. La fortificazione, costruita in epoca giudicale, faceva parte del sistema difensivo della Gallura insieme al castello di Pedres e ad altri punti strategici destinati alla sorveglianza della costa.
  • I ruderi del villaggio medievale: raccontano un periodo durante il quale Molara ospitava una piccola comunità stabile. Alcuni documenti attestano anche la presenza di un monastero femminile nel XV secolo.
  • L’antica azienda agricola ottocentesca: testimonia una fase più recente della storia isolana. Tra pascoli e terreni coltivati si allevavano bovini e capre destinati soprattutto alla produzione casearia. Ancora oggi alcuni animali vivono allo stato brado tra le colline.
  • Villa Tamponi: costruita nella parte occidentale dell’isola a circa 158 metri sul livello del mare, domina il panorama sulla Gallura e sulla vicina Tavolara. La famiglia Tamponi mantiene ancora la proprietà dell’isola.
  • La macchia mediterranea: costituisce uno degli elementi più caratteristici del paesaggio. Olivastri secolari, lentischi, mirti, ginepri e cisti convivono con specie botaniche endemiche, tra cui il limonio a foglie acute e l’asteroide di Sardegna.
  • L’avifauna: il gabbiano corso, specie simbolo del Mediterraneo occidentale, trova qui un importante sito di nidificazione insieme al falco pellegrino e al cormorano.
  • Il relitto di Molara: si trova a circa 1 miglio a sud dell’isola a 40 metri di profondità e costituisce una delle mete più apprezzate dagli appassionati di immersioni. Si tratta del mercantile francese Oued Yquem, affondato nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi ricoperto da spugne colorate, cernie, ricciole, dentici e saraghi.

Dove si trova e come arrivare

L’Isola di Molara appartiene al comune di Olbia e si trova davanti alla costa nord-orientale della Sardegna, nel tratto di mare compreso tra Porto San Paolo, Capo Coda Cavallo e San Teodoro. Insieme a Tavolara, Molarotto e a numerosi isolotti minori forma uno degli ecosistemi marini più importanti dell’isola.

L’accesso avviene esclusivamente via mare e durante la stagione estiva partono escursioni giornaliere dai porti di Olbia, Porto San Paolo, Puntaldìa e Capo Coda Cavallo. Molti tour includono anche la navigazione tra Molarotto, Isola Piana, Isola dei Cavalli e Tavolara.

L’isola è privata e gran parte del territorio terrestre resta visitabile soltanto attraverso visite organizzate dall’Associazione Culturale Molara, impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico e ambientale.