Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah, intanto le forze militari di Tel Aviv hanno fatto sapere di aver ucciso “due terroristi, uno appartenente alla Jihad Islamica nella zona di Khan Yunis e un secondo di Hamas nella zona di Nuseirat”
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Israele non ferma gli attacchi contro Hezbollah e Hamas. Raid sia in Libano che nella Striscia di Gaza. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha minacciato nuove azioni contro “chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani” mentre si intensifica l'escalation nel sud del Libano. L’Idf sostiene di aver colpito due terroristi di Hamas. Intanto l'inviato Usa Jared Kushner ha incontrato in Egitto il capo dell'organizzazione militare palestinese Khalil Al-Hayya, mentre il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha detto che vorrebbe "30-40 uccisioni mirate ogni notte a Gaza".
L’escalation israeliana in Libano
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani, mentre si intensifica l'escalation nel sud del Libano. "Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto Katz su X. Le sue parole arrivano dopo una nuova ondata di attacchi israeliani, il 15 agosto, nel sud del Libano che secondo l'agenzia libanese Ani ha ucciso almeno 11 persone. L'Idf ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in risposta a un attacco contro le sue truppe, in cui sono rimasti gravemente feriti tre soldati. L'escalation rappresenta una delle più gravi dalla tregua raggiunta a giugno tra Israele e Hezbollah.
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Ucciso un alto comandante di Hezbollah
L'esercito israeliano ha inoltre affermato di aver ucciso un alto comandante di Hezbollah in un attacco aereo condotto ieri nella località di Deir al-Zahrani, nel sud del Libano. Secondo le forze armate israeliane, Ali Muhammad Fakhr al-Din, noto anche come Abu Hassan Alaa, era un "comandante di alto livello" della divisione regionale Badr di Hezbollah, responsabile dell'area a nord del fiume Litani. Nel suo ruolo, avrebbe preso parte a numerosi attacchi contro le truppe israeliane nel sud del Libano. Secondo l'Idf, Alaa è stato ucciso in risposta alle azioni di Hezbollah contro i soldati israeliani nella cosiddetta 'Security Zone'. Poche ore prima, Israele aveva annunciato di aver ucciso Ali Samir al-Haj Hassan, comandante di Hezbollah nella forza d'élite Radwan, in un attacco contro il villaggio meridionale libanese di Ansar. Il comune di Kiryat Shmona, al confine nord d'Israele, a ridosso con il Libano, ha preallertato i propri residente dell'eventualità che “l'Idf lanci questa sera colpi di artiglieria nella zona di confine e, di conseguenza, si sentiranno forti colpi di esplosioni e spari nella zona”.
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Idf ha colpito due “terroristi di Hamas”
L’esercito israeliano sta continuando gli attacchi anche sulla striscia di Gaza. L'Idf ha riferito di aver effettuato un raid con un drone contro un “terrorista nel sud della Striscia”. I media palestinesi riportano che l'attacco ha colpito una tenda nella zona di Khan Younis, ferendo almeno sette persone. In una nota le forze d’Israele hanno affermato di aver colpito due terroristi, uno appartenente alla Jihad Islamica nella zona di Khan Yunis e un secondo di Hamas nella zona di Nuseirat. “I terroristi - secondo l’Idf - avevano pianificato degli attacchi e sono stati colpiti con precisi raid aerei per neutralizzare la minaccia. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'uso di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea”.
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Il ministro Ben Gvir: “Vorrei 30-40 uccisioni mirate ogni notte a Gaza”
Intanto il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben Gvir, riferendosi alla riduzione delle operazioni israeliane a Gaza, ha chiarito che “non è un segreto che io sia in disaccordo con il primo ministro”. “Io penso che nella Striscia debbano essere effettuate uccisioni mirate, eliminando 30 o 40 persone ogni notte. Non soltanto coloro che rappresentano una minaccia immediata: ci sono persone lì che non meritano di vivere. Non dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone", ha aggiunto durante il podcast di un ex ostaggio, come riportano i media israeliani.
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Kushner incontra Hamas in Egitto
Mentre Tel Aviv continua con le missioni contro Gaza, in Egitto il genero e inviato del presidente Trump, Jared Kushner, ha incontrato Khalil Al-Hayya, il capo di Hamas insieme ad altri esponenti dell'organizzazione. Lo riporta il giornalista di Axios e Channel 12 Barak Ravid, citando due fonti a conoscenza del dossier. All'incontro hanno partecipato anche l'inviato del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov, l'ex premier britannico e consigliere del Board of Peace Tony Blair, il capo dell'intelligence egiziana, Hassan Rashad, il ministro qatariota Ali al-Thawadi e un alto funzionario turco. Durante l'inconto Kushner ha sollecitato Hamas ad attuare l'impegno al disarmo come previsto dalla seconda fase del piano Trump per Gaza, nonché a garantire il trasferimento di tutti i poteri dentro la Striscia di Gaza al governo tecnocratico palestinese, con l'impegno che Hamas non avrà alcun ruolo nella futura amministrazione. Gli esponenti del Board of Peace, che domani incontreranno in Israele Benjamin Netanyahu, intendono chiedere al premier israeliano che l'Idf effettui, in parallelo al graduale disarmo di Hamas, dei ritiri graduali. “Non ci possono essere ambiguità: Hamas deve rinunciare al suo potere di governo e a tutti i suoi mezzi bellici e infrastrutture militari. Gaza non potrà mai più tornare a essere una fonte di terrorismo contro Israele”, ha affermato una delle fonti citate da Ravid.
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Otto Paesi condannano il rifiuto di Israele del piano Usa per la pace
In una dichiarazione congiunta cinque Paesi arabi, Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania, insieme a Turchia, Pakistan e Indonesia, hanno condannato il rifiuto da parte di Israele del piano del presidente statunitense Donald Trump per Gaza. I media israeliani hanno riportato che l'accusa a Tel Aviv è quella di voler compromettere l'attuazione del piano e gli "sforzi intrapresi per raggiungere una pace giusta e duratura". Il rifiuto del piano da parte di Israele, annunciato la scorsa settimana dal premier Benyamin Netanyahu, "minaccia direttamente di vanificare gli ingenti sforzi profusi dal presidente degli Stati Uniti Trump per porre fine alla guerra a Gaza e creare le condizioni per una pace duratura", hanno sostenuto gli otto Paesi che chiedono un "impegno costante e attivo da parte degli Stati Uniti per garantire e far rispettare pienamente da parte di Israele gli impegni e gli accordi previsti dal Piano globale e dalla sua tabella di marcia, e per prevenire ulteriori ostacoli alla loro attuazione". Israele deve assumersi, si legge nella dichiarazione, "la piena e diretta responsabilità di tutte le conseguenze derivanti dal suo continuo rifiuto, ostruzione, ritardo o inadempienza, compreso qualsiasi conseguente deterioramento della situazione sul terreno e interruzione della fine della guerra a Gaza".
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Gli Usa e le elezioni in Israele
Jared Kushner, Blair e Mladenov incontreranno il premier Benjamin Netanyahu, nel giorno fatidico delle primarie del suo partito, il Likud, in vista delle elezioni del 27 ottobre. L'obiettivo è ottenere da Gerusalemme "passi paralleli", ossia l'assenso a ritiri graduali dell'Idf dalla Striscia in parallelo al disarmo di Hamas, e non, come chiede Israele, solo una volta che l'intero processo di disarmo e smilitarizzazione sarà effettuato. Inoltre, nonostante la riduzione dei raid sulla Striscia dalla pubblicazione della roadmap dei 15 punti due settimane fa, il triumvirato insisterà per ulteriori passi di contenimento, specie alla luce dell'irritazione della Casa Bianca per la degenerazione della violenza in Cisgiordania da parte dei coloni estremisti, definiti terroristi dall'ambasciatore Usa Mike Huckabee. Violazioni e violenze culminate con l'attacco a Qusra, dove sono stati presi di mira anche palestinesi con cittadinanza Usa. Secondo fonti diplomatiche citate da Channel 11, Mladenov ha detto ai mediatori che l'opposizione israeliana alla roadmap è legata alla campagna elettorale, e che Trump premerà per l'implementazione della seconda fase del suo piano per Gaza '"quando le condizioni lo permetteranno" lasciando intendere che non si vedranno passi significativi prima del risultato elettorale israeliano. A oggi, il presidente Usa non ha ancora espresso un endorsement per Netanyahu. Intanto il portavoce del Likud, in un comunicato in risposta alla dichiarazione degli otto Paesi arabi, ha detto che "gli Stati arabi vogliono rovesciare il premier Netanyahu affinché Gadi Eisenkot e Yair Golan concedano loro tutto ciò che desiderano. Questo non accadrà".