A 10 giorni dal debutto nel campionato di serie B nazionale in trasferta contro Chiusi, l’OraSì Ravenna ha presentato ieri al Ghm due dei quattro elementi confermati dalla scorsa stagione, ovvero Kevin Brigato, al suo terzo anno in canotta giallorossa, e Rolandas Jakstas, al suo secondo anno in Romagna. Coach Daniele Aniello ha ‘introdotto’ tecnicamente i due giocatori.
"Quello che mi aspetto da Brigato è un ulteriore salto di qualità per la capacità di influire sulla performance, non solo individuale, ma anche di squadra. È un giocatore di alto livello per questo campionato e con lui possiamo fare un ulteriore salto di qualità. Jakstas invece lo vedremo giocare sia nel ruolo di centro, sia in quello di ala forte. È un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, credo ci possa dare un equilibrio a livello offensivo completo. Può creare un vantaggio per gli altri compagni di squadra, e può essere un punto di riferimento importante per i giovani". Entrambi i protagonisti hanno espresso grande entusiasmo per la permanenza a Ravenna. Per Brigato c’è anche un forte desiderio di riscatto: "Sono molto contento di essere qua per il terzo anno consecutivo. Ho scelto Ravenna perché è una società in cui sto bene e dove ogni anno l’ambizione è sempre più alta. Non mi è andata giù la scorsa stagione per come è finita, quindi ho questa voglia di riscatto. Più a livello di squadra che individuale vorrei cercare di arrivare ai playoff. Cercherò di adattarmi di più a quello che mi chiede il coach, partendo dalla difesa". Anche il lungo lituano Jakstas ha sottolineato il legame con l’ambiente romagnolo: "La mia famiglia sta bene a Ravenna. Proprio questo è stato un fattore determinante per scegliere di rimanere. Sono un giocatore che cerca di stare il più possibile in un club. Se cambio aria è perché ho vinto qualcosa. Qui non ho ancora vinto e voglio fare qualcosa in più rispetto all’anno scorso. Il rapporto con gli arbitri della passata stagione? Mi piace il dialogo, fa parte del gioco, ma non penso di aver mai superato la linea".
Roberto Romin
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