Jashari: "Mai pensato di lasciare il Milan. Rispetto Allegri però a me piace giocare ad alta intensità e l'idea di Amorim mi dà buone sensazioni"

Dal ritiro del Milan in quel di Giacarta il centrocampista del Diavolo Ardon Jashari ha rilasciato un'intervista ai taccuini de La Gazzetta dello Sport

Direttamente dal ritiro del Milan in quel di Giacarta, il centrocampista rossonero e della Nazionale svizzera Ardon Jashari è stato intervistato dai colleghi de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le dichiarazioni dello svizzero. 

Jashari, prima di tutto come sta?
"Bene. Dopo il Mondiale e le vacanze ho addosso una nuova energia". 

Nuovo è anche l'allenatore del Milan, Ruben Amorim.
"Sono arrivato da poco, ma credo di aver capito almeno un po' l'idea di gioco che vuole proporre. A me piace un calcio con grande intensità e penso che possiamo metterlo in pratica perché ne abbiamo le qualità. Il Milan deve giocare in questo modo e vincere". 

Rispetto allo scorso anno sarà una rivoluzione.
"Ognuno ha il proprio modo di giocare e nutro un grande rispetto per Allegri, un allenatore che in Italia ha vinto sei scudetti. Se presseremo alti e proveremo a controllare la gara, ho buone sensazioni".

Qual è l'obiettivo della stagione?
"Vincere tanti incontri. Anzi, vincere ogni incontro perché questa deve essere la mentalità con cui entreremo in campo. Se lo laremo, saremo in vetta alla classifica. Adesso però non è il momento di parlare di scudetto: bisogna costruire una mentalità vincente e divertirci giocando a calcio. Sono sicuro che, se riusciremo a mettere insieme queste due cose, avremo tutto quello che serve per toglierci delle soddisfazioni".

Due anni fa con il Bruges è stato uno dei migliori centrocampisti della Champions. Adesso affronterà l'Europa League con il Milan.
"Sicuramente avremmo voluto disputare la Champions League perché qualificarci era il nostro obiettivo, ma ora dobbiamo prepararci bene per l'Europa League. È positivo per tutti noi avere un calendario ricco di impegni e dobbiamo essere pronti, in buone condizioni fisiche. Come in campionato, anche in Europa l'obiettivo è vincere. C'è un altro trofeo da conquistare e bisogna provarci. Affronteremo altri club molto forti, ne siamo consapevoli, ma è necessario concentrarci solo su noi stessi».

Il suo primo anno in rossonero è stato difficile anche a causa dell'infortunio. Nel 2026-27 vedremo il vero Jashari?
"La scorsa stagione è stata la mia prima con il Milan e in Italia. In più c'è stato l'infortunio al perone e le cose non sono andate come mi aspettavo perché ho giocato poco. Non erano queste le mie aspettative appena arrivato... Adesso voglio solo esprimermi al massimo e per riuscirci ho bisogno di un'opportunità e di continuità, così da poter mostrare ciò di cui sono capace. Quando sarò al top, sono sicuro che renderò felici i tifosi e aiuterò la squadra con le mie qualità. Spero che ci divertiremo tutti insieme". 

Se la passata stagione ha giocato poco, la "colpa" è stata anche di un fuoriclasse come Modric, che ha rinnovato il contratto.
È... preoccupato?

"Per me non è assolutamente un problema. Anzi, è una bellissima notizia. Dobbiamo essere tutti orgogliosi di avere una persona come lui in squadra. Con Luka ho un rapporto davvero molto bello fuori dal campo: spero che quest'anno giocheremo di più insieme e avremo anche una buona intesa. Già nei 30 minuti di ieri (mercoledì, ndr) ho avvertito sensazioni positive". 

È davvero convinto che possiate coesistere?
"Al 100%. In Belgio giocavo con un compagno molto vicino a me, in mezzo al campo, e mi sono trovato bene. A Perth contro l'Inter credo di essere riuscito a fare alcuni movimenti, con e senza palla, grazie alla presenza al mio fianco di Modric". 

Cosa ha imparato finora da Luka?
"La cosa che ho percepito fin dal primo giorno è che vuole sempre vincere e questo dna è importante perché è anche il dna del Milan. Sentirlo ogni giorno, aiuta tutti a capire cosa serve per conquistare trofei, come ha fatto lui nelle sue tredici stagioni con il Real Madrid. Lo ammiriamo davvero per come è fuori dal campo e per come lavora ogni giorno. Considerando la sua età, non è una cosa nor-male. Per questo la sua mentalità è importante per il gruppo". 

Durante il Mondiale sono circolate molte voci di mercato e sia l'Atalanta sia la Juventus sembravano interessate a lei. Quanto ha voluto restare nella squadra per cui ha sempre tifato?
"Sono arrivato al Milan un anno fa e ho realizzato un sogno perché il mio cuore è sempre stato rossonero. Volevo con tutto me stesso indossare questa maglia e mostrare le mie qualità a San Siro. Nel calcio però sei davvero felice soprattutto quando giochi... In questa stagione spero di poter aiutare la squadra e di dare il meglio di me. Ho tanta fiducia che anche il club senta la stessa cosa".