Nel prossimo weekend Kimi Antonelli può festeggiare in Messico la vittoria del Mondiale. Eppure l'esordio in Mercedes non era stato semplice: "Persone di altre scuderie lo scorso anno dicevano che non avrebbe dovuto essere in Formula Uno. Le sue lacrime a Spa furono lo specchio di un momento difficile", ha raccontato Toto Wolff alla Gazzetta dello Sport. "Ad Austin la sua miglior gara, non mi aspettavo la vittoria"
ANTONELLI CAMPIONE IN MESSICO: LE COMBINAZIONI
"Sono orgoglioso del percorso di Antonelli. Il merito però non è solo mio, ma di tutta la squadra e del reparto giovanile che lo ha scoperto quando aveva 11 anni e ha seguito la sua formazione". Toto Wolff conta i giorni che lo separano dalla vittoria del Mondiale Piloti con Kimi Antonelli. Potrebbe arrivare quasi sicuramente nel Gran Premio del prossimo weekend in Messico (gara in programma domenica 1 novembre su Sky Sport alle 21). Nel frattempo il team principal della Mercedes riavvolge il nastro dall'inizio della storia alla Gazzetta dello Sport: "Non è una cosa capitata così, dal niente. Questo talento, quello che vediamo, è il risultato di molti anni di sviluppo, molti anni di sacrifici, di integrazione nella squadra, di collaborazione con gli ingegneri, di dieci o più milioni di euro spesi per lo sviluppo della sua carriera, delle sue capacità, del suo carattere e dell’impegno che ci ha messo insieme al lavoro enorme dei suoi genitori".
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"Lo scorso anno pianse a Spa. Per lui non è stato facile"
Antonelli ha 20 anni e ha esordito in Formula Uno lo scorso anno, appena maggiorenne. Per molti era una scelta azzardata, per alcuni si era già rivelata sbagliata: "Ci sono state molte persone che l’anno scorso, dopo nove gare consecutive in cui Kimi non è andato a punti, dicevano che non avrebbe dovuto essere alla Mercedes. Persone che fanno parte di altre scuderie dicevano che non avrebbe nemmeno dovuto essere in Formula 1. Per lui non è stato facile. A Spa, dopo l’ennesima gara difficile, ha pianto e le sue lacrime sono state lo specchio di quel momento difficile. Ora però vederlo guidare così rende tutto estremamente soddisfacente. Vedere cosa è in grado di fare e come sta lavorando con la squadra è la nostra vera vittoria".
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"Ad Austin la sua miglior gara, ha superato le limitazioni della vettura"
Il pilota italiano non ha capitalizzato soltanto la qualità della Mercedes a disposizione, ma ha saputo spingerla anche oltre le sue possibilità. Come nell'ultimo Gran Premio: "Penso che quella in Texas sia stata la gara migliore che Kimi abbia corso fino a questo momento in Formula 1. Partire con una mescola inferiore rispetto a chi scattava dietro di lui, riuscire a restare davanti e poi gestirla in quel modo è stato incredibile da vedere. È stata la gara di un campione che non è ancora campione, ma che è già eccezionale". Una vittoria inaspettata: "Da quando abbiamo introdotto il nuovo pacchetto di aggiornamenti, abbiamo avuto problemi nella gestione della vettura. Kimi ha sovraperformato superando le limitazioni della macchina in pista". Ora non resta che l'ultimo passo, senza cambiare mai atteggiamento: "Prima della gara di Austin è venuto nel mio ufficio e mi ha detto che se la sarebbe goduta senza pensare al campionato. Gli ho risposto di tenersi stretto questo atteggiamento. Il che ha di ragionare e di vivere le corse è incredibile. Ha fatto un grande passo avanti a livello di mentalità e siamo tutti molto orgogliosi di lui".
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