L'estate che non dava tregua neanche di notte: 81 notti tropicali e caldo come nel 2003

BolognaToday

Redazione 03 settembre 2026 19:21

Chi ha avuto la sensazione di aver trascorso un'estate eccezionalmente calda a Bologna ora ha anche i numeri a confermarlo. E sono numeri da record. Nell'area urbana bolognese sono state registrate 81 notti tropicali, cioè con temperature minime superiori ai 20 gradi. In ben 24 notti la temperatura è rimasta addirittura sopra i 25 gradi. È il dato più alto dell'Emilia-Romagna per quanto riguarda le temperature minime e rappresenta uno degli indicatori più evidenti dell'eccezionalità dell'estate 2026. A certificare il caldo sono i tecnici di Arpae Emilia-Romagna: considerando l'intera regione, l'estate appena trascorsa ha raggiunto temperature medie sostanzialmente equivalenti a quelle della storica estate del 2003. Le due stagioni rappresentano i valori più elevati osservati dal 1961 a oggi.

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A Bologna 81 notti sopra i 20 gradi

È soprattutto durante la notte che Bologna mostra uno dei dati più impressionanti. Nell'area urbana si sono contate 81 notti tropicali nell'arco dei tre mesi estivi. Significa che quasi nove notti su dieci tra giugno e agosto hanno avuto temperature minime superiori ai 20 gradi. E non solo. Per 24 notti le minime hanno superato i 25 gradi, rendendo particolarmente difficile trovare sollievo dal caldo anche dopo il tramonto. Su scala regionale le notti tropicali calcolate sui valori medi sono state invece 47, lo stesso numero registrato nel 2022. Il record del 2003 resta superiore, con 59.

Estate 2026 come il 2003: quattro ondate di calore

Secondo Arpae, le "temperature eccezionalmente alte" hanno caratterizzato l'intera stagione, con quattro ondate di calore, tutte particolarmente estese nel tempo. La temperatura media regionale registrata tra il primo giugno e il 31 agosto 2026 risulta simile a quella del 2003, con differenze tra le due estati considerate non apprezzabili. Ma c'è un elemento che rende il confronto ancora più significativo: le temperature massime del 2026 sono state nettamente superiori a quelle del 2003, mentre le minime regionali sono risultate più basse rispetto a 23 anni fa.

Il record: 32 giorni sopra i 35 gradi

C'è poi un altro primato. I giorni torridi, quelli nei quali le temperature hanno superato i 35 gradi, sono stati 32 in Emilia-Romagna. È il numero più alto dell'intera serie storica presa in considerazione. Le temperature massime più elevate sono state osservate soprattutto nelle zone di pianura centro-occidentali. Il confronto con il 2003 racconta però anche quanto sia cambiato il clima negli ultimi decenni. Quell'estate appariva "totalmente al di fuori" delle temperature osservate negli anni immediatamente precedenti e successivi. Il 2026, pur raggiungendo valori altrettanto eccezionali, si inserisce invece in una successione di estati sempre più calde. Secondo Arpae, la spiegazione sta proprio nell'aumento costante nel tempo delle temperature estive.

Piogge nella norma, ma concentrate in violenti temporali

Sul fronte delle precipitazioni il quadro è diverso. Complessivamente, la quantità di pioggia caduta durante l'estate è stata vicina alle medie climatiche. Sono state rilevate condizioni di siccità soltanto moderata sui rilievi collinari, precipitazioni abbondanti nel Ferrarese e valori sostanzialmente nella norma nel resto della regione. Il problema è stato però come e quando ha piovuto. Le precipitazioni si sono concentrate in pochi episodi particolarmente intensi, arrivando in alcuni casi a superare i 30 millimetri di pioggia in un'ora. Una soglia che può essere associata ad allagamenti, colate lungo i versanti e improvvise piene dei corsi d'acqua.

Anche il mare ha raggiunto temperature record

Il caldo eccezionale ha interessato anche il mare. Nel corso dell'estate sono aumentate le temperature superficiali, fino a raggiungere in agosto valori medi mensili record. Anomalie sono state registrate anche negli altri mesi estivi rispetto alla normale variabilità osservata tra il 2008 e il 2025. Le alte temperature hanno avuto conseguenze anche sui consumi elettrici, spinti verso l'alto dall'utilizzo dei condizionatori. Secondo Arpae, tuttavia, il picco della domanda è coinciso con una forte produzione di energia rinnovabile: durante le ondate di calore, a livello nazionale, più della metà dei consumi è stata coperta da fonti rinnovabili.

A fine agosto sono arrivate anche le polveri del Sahara

A chiudere l'estate bollente è stato infine un intenso trasporto di polveri sahariane, arrivato proprio in coincidenza con alcune delle giornate più calde e afose della stagione. Il fenomeno ha determinato un aumento delle concentrazioni di Pm10 sia in pianura sia in montagna. Particolarmente significativa la giornata del 28 agosto, quando alle polveri desertiche si sono accompagnate temperature eccezionali e un'elevata umidità, con conseguente forte disagio bioclimatico. Un ultimo episodio estremo per un'estate che, almeno dal punto di vista delle temperature, entra ufficialmente nella storia climatica dell'Emilia-Romagna accanto a quella del 2003.