
di Roberta GRASSI
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mercoledì 14 ottobre 2026, 07:18
Il video della trasmissione televisiva con il fuorionda e poche righe allegate, righe in cui si chiede di indagare sull'uso della spiaggia libera della marina di Pescoluse e in particolare sulla "occupazione in anticipo con attrezzature balneari ad opera di una struttura in cui lavora l'assessore al Commercio" dello stesso Comune, ormai ex dopo l'estromissione. Ma non solo: si invocano anche approfondimenti sulla scomparsa di un tratto di cordone dunale e sulle dichiarazioni rese dalla stessa Silvana Simone (sempre l'assessore), da cui potrebbero emergere - a dire dei denuncianti che sono oltre a Claudio Martella, aggredito lunedì all'alba, anche altri tre consiglieri comunali di minoranza - ipotesi di voto di scambio. È il contenuto dell'esposto inoltrato il 27 settembre scorso, il giorno dopo la messa in onda del servizio giornalistico su “Mi manda Raitre”, a carabinieri e Capitaneria di porto e dunque anche alla Procura di Lecce. Una denuncia a tutti gli effetti.
Intanto vanno avanti le indagini sul pestaggio del consigliere Martella, ex sindaco a Salve negli anni Novanta, in primissima linea nelle battaglie che da anni si conducono sulla fruizione della costa delle marine di Salve, splendido tratto di mare nel Capo di Leuca. Il sospetto è che i due incappucciati che hanno colto di sorpresa l'esponente dell'opposizione fossero unicamente degli esecutori di un incarico e che dunque la loro azione fosse determinata da un mandante. Da quanto si apprende le telecamere di una vicina di casa hanno ripreso buona parte della scena e i video potrebbero dunque contenere elementi molto utili agli investigatori.
Cosa è accaduto. Erano circa le 7 di lunedì quando Martella, 65 anni, dipendente della Provincia di Lecce, ha raggiunto il seminterrato della sua abitazione per prendere l'auto e andare al lavoro. Due uomini incappucciati, vestiti con tute nere, erano nascosti in uno stanzino. Sono sbucati all'improvviso e gli si sono scagliati contro senza pronunciare una parola. Pugni e calci, soprattutto alla testa, anche quando il consigliere era ormai a terra. Poi la fuga. Martella ha chiamato i soccorsi ed è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale “Cardinale Panico” di Tricase, dal quale è stato dimesso con una prognosi di sette giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase, con i militari del Nucleo operativo e radiomobile. Nel pomeriggio il consigliere è stato ascoltato a lungo in caserma. Gli investigatori hanno ricostruito le modalità dell'agguato e acquisito elementi utili a individuare gli aggressori. Tra i reperti raccolti nel corso dei rilievi figurano anche alcuni mozziconi di sigaretta, sui quali potranno essere svolti accertamenti.
L'attenzione è rivolta alle immagini delle telecamere, ma anche alle modalità dell'azione. I due aggressori erano già all'interno del seminterrato, in attesa che Martella raggiungesse l'automobile. Non hanno dovuto forzare alcun accesso: il locale è separato dalla strada da un cancello facilmente superabile. Conoscevano le abitudini del consigliere, dipendente della Provincia di Lecce che stava per recarsi al lavoro, avevano studiato i suoi movimenti. La Prefettura di Lecce, guidata da Natalino Domenico Manno, ha intanto attivato le procedure previste per la tutela degli amministratori locali vittime di intimidazioni.
Lo sfondo è quello di una lunga controversia sulla gestione delle spiagge di Pescoluse e Torre Pali segnato da numerosi atti intimidatori che non hanno mai avuto una lettura chiara, mai sono stati individuati i responsabili di minacce e avvertimenti che hanno segnato la storia recente di Salve a partire dal 2022. I nodi sono diversi: la distinzione tra aree demaniali e proprietà private, l'occupazione degli arenili, il noleggio di lettini e ombrelloni e la possibilità per cittadini e turisti di utilizzare liberamente la costa. L'erosione ha modificato negli anni la conformazione del litorale, portando fino alla battigia particelle di terreno che in passato erano più lontane dal mare. Su questa particolarità si innestano attività economiche, controlli della Capitaneria di porto, sequestri e contestazioni politiche che attraversano diverse amministrazioni.
Nell'agosto del 2025 Martella aveva denunciato pubblicamente il sequestro di 19 ombrelloni e 20 lettini al Chiosco L'Arena, sostenendo che si trattasse del secondo intervento per occupazione abusiva di area demaniale. Il titolare dell'attività è Massimo Simone, fratello di Silvana Simone, allora assessora al Commercio, che durante l'estate lavorava nella struttura. L'assessora aveva respinto le contestazioni rivolte alla sua persona, precisando che nessun provvedimento giudiziario la riguardava. La polemica aveva avuto anche uno strascico giudiziario: Simone aveva denunciato Martella per presunta diffamazione in relazione a un post pubblicato su Facebook. Nei giorni scorsi il gip Marcello Rizzo ha archiviato il procedimento perché il fatto non costituisce reato, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Simona Rizzo. Quelle del consigliere, secondo la Procura, erano «critiche di natura politico-amministrativa», anche «graffianti e polemiche», ma riferite a questioni di interesse pubblico.
Il caso è poi arrivato in televisione. Durante il servizio di “Mi manda Raitre”, trasmesso il 26 settembre, Silvana Simone, convinta di parlare a telecamere spente con la giornalista Chiara De Antoni, aveva affrontato il tema delle attività di noleggio degli ombrelloni e della loro permanenza sul litorale. «Se questa storia dura da trent'anni ci sono pure dei fattori prettamente politici, non glielo dirà mai nessuno questo, perché tutti questi che affittano ombrelloni sono portatori di voti», aveva dichiarato, facendo riferimento a un paese di quattromila abitanti nel quale una differenza di 150 o 200 voti può determinare l'esito delle elezioni. Parole che hanno provocato una bufera politica. Il sindaco Francesco Villanova le ha revocato le deleghe, motivando la decisione con il venir meno del rapporto fiduciario. L'ex assessora ha contestato il montaggio televisivo, sostenendo che le sue affermazioni fossero state estrapolate da una conversazione molto più lunga, e ha annunciato iniziative legali.
È proprio quel fuorionda il documento allegato all'esposto del 27 settembre. Martella e gli altri tre consiglieri comunali di minoranza chiedono di verificare le circostanze segnalate e di valutare se le dichiarazioni dell'ex assessora possano avere un rilievo anche sul piano penale. Il riferimento al voto di scambio è dunque un'ipotesi prospettata dai denuncianti, non l'accertamento di un accordo elettorale illecito. Nello stesso esposto vengono sollevate le questioni dell'occupazione anticipata della spiaggia libera con attrezzature balneari e della scomparsa di un tratto di cordone dunale. L'opposizione, riunita nel gruppo “Salve Futura”, ha inoltre chiesto le dimissioni dell'intera amministrazione. Sul fronte della regolamentazione degli arenili era intervenuto anche il prefetto Manno, sollecitando l'adozione di disposizioni più rigorose per tutelare la libera fruizione del demanio marittimo.
La cronaca delle marine di Salve è stata segnata negli ultimi anni da incendi e intimidazioni. Nell'estate del 2022 andarono a fuoco attrezzature balneari a Parco dei Gigli, il Pajara Beach e un'area retrostante il lido Tropical. Nello stesso periodo un attentato incendiario colpì l'abitazione dell'allora vicesindaco Giovanni Lecci, che sospettò un legame con la propria attività amministrativa sul litorale, mai accertato. Nel 2023 bruciò un deposito del Lux Summer; nel 2024 l'avvocato Enrico Chirivì, proprietario di stabilimenti balneari, denunciò colpi d'arma da fuoco, minacce e danneggiamenti. Seguirono gli incendi al Lido dei Gigli, nel novembre 2024, e al Lido do Sol, nell'aprile 2025. Episodi sui quali non è stata accertata una regia comune, né risultano collegamenti dimostrati con il pestaggio di Martella. Restano da individuare i due aggressori e da chiarire il movente dell'agguato.
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