L’Inps controllerà l’assegno unico universale: cosa sta succedendo e chi è coinvolto

Al via la campagna di controlli dell'Inps

Al via la campagna di controlli dell'Inps

Dal confronto tra le informazioni fornite nelle Dsu e i dati già presenti negli archivi dell'Inps sono emerse alcune posizioni con possibili omissioni o incongruenze nei redditi autodichiarati

Google Preferred Site

L’Inps ha avviato una campagna di controlli sull’assegno unico universale, basato sull’Isee. L’obiettivo è «garantire la corretta erogazione delle prestazioni sociali e la tutela delle risorse pubbliche», come spiegato in una nota dell’Istituto. Confrontando i dati delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (Dsu) con quelli in proprio possesso, l’Inps ha infatti individuato alcune posizioni con redditi dichiarati in modo incompleto o incoerente. La campagna riguarda in particolare le domande di assegno unico relative al 2026 legate a una Dsu presentata per ottenere un’attestazione Isee corrente. Come precisato dall’Inps, per alcuni beneficiari potrebbe arrivare già a settembre una “rideterminazione” dell’importo dell’assegno.

Perché nascono questi controlli

L’iniziativa, spiega l’Istituto, anticipa l’invio di comunicazioni individuali e ha una funzione soprattutto informativa. Serve a illustrare le ragioni del controllo, i possibili effetti sulla prestazione e le modalità con cui i destinatari potranno aggiornare la propria posizione o confermare che i dati inseriti nella Dsu siano corretti. I controlli nascono dal confronto tra le informazioni fornite nelle Dsu e i dati già presenti negli archivi dell’Inps: da quest’analisi sono emerse alcune posizioni con possibili omissioni o incongruenze nei redditi autodichiarati, che richiedono quindi ulteriori verifiche.

Chi è coinvolto nel controllo dell’Inps

Nei prossimi giorni gli utenti coinvolti riceveranno una comunicazione specifica dall’Inps. Fino a quando la posizione non sarà regolarizzata e l’istruttoria non sarà completata, l’importo dell’assegno potrà essere temporaneamente ricalcolato come previsto dalla normativa in assenza di un Isee valido, con possibili effetti sui pagamenti già a partire da settembre 2026. «Con Isee non presentato l’importo mensile a luglio per figlio era pari a 58 euro. – si legge nella nota diffusa e riportata da Ansa – Nello stesso mese la quota di figli che rientrava nella fascia più bassa di Isee (fino a 17.468,51 euro) era pari a poco meno di 4,8 milioni su poco meno di 9,3 milioni di figli complessivi per i quali nel mese è stato pagato l’assegno».

Cosa può fare chi riceve la comunicazione

Chi riceve la comunicazione e ritiene di dover correggere o aggiornare i propri dati può rivolgersi ai servizi online dell’Inps oppure a un Caf. È inoltre possibile rivolgersi alle sedi territoriali competenti per presentare la documentazione utile a confermare la correttezza di quanto dichiarato nella Dsu. L’Inps precisa che essere individuati per questi approfondimenti non comporta automaticamente l’accertamento di un’indebita percezione. Le verifiche servono solo a controllare che le informazioni usate per calcolare l’importo dell’assegno unico siano corrette e complete.

leggi anche