Ha investito i suoi risparmi nell'acquisto di una casa e poi l'ha affittata, ma da oltre un anno l'inquilino non lo paga. Così ha avviato la procedura di sfratto ma, nonostante il tribunale gli abbia dato ragione, non riesce a riavere il suo immobile. A trovarsi in quello che sembra un vicolo cieco è Gaetano Balzano, che al Corriere dice: "Lo sfratto c'è ma non viene eseguito. Mi sento abbandonato dallo Stato".
"Lo sfratto c'è, nessuno lo esegue"
Gaetano Balzano è proprietario di un appartamento in via San Mauro a Torino. Spiega di averlo comprato trent'anni fa con un mutuo a 15 anni, nel frattempo lo ha affittato ma l'inquilino da sedici mesi non paga più quanto pattuito. Nonostante sia stato accordato lo sfratto da un giudice, il provvedimento non viene eseguito. Al danno si aggiunge la beffa: "Continuo a pagare tutte le spese condominiali, il riscaldamento, i costi legali e qualsiasi altra uscita viva e straordinaria legata all'immobile. Lo Stato mi riconosce formalmente sulla carta il diritto di riaverlo, ma nei fatti scarica interamente sulle mie spalle i tempi biblici, i costi esorbitanti e l'ansia costante di una procedura lumaca".
"Ho acquistato quell'alloggio in strada San Mauro quasi trent'anni fa, facendo enormi sacrifici e pagando 15 anni di mutuo con la sola prospettiva di costruire una sicurezza per il futuro. Oggi - si sfoga - mi trovo nella condizione di avere una famiglia da mantenere anch'io, ma di non poter disporre di un bene che appartiene legittimamente a me, mentre chi occupa l'immobile non paga il canone stabilito ormai da ben 16 mesi, incurante del danno economico e psicologico che sta provocando".
E scandisce le date del suo incubo: "Il 14 maggio il giudice ha fissato il rilascio formale dell’appartamento entro il 10 luglio. Quella sentenza si è rivelata soltanto una grande illusione burocratica: alla data stabilita gli inquilini erano ancora all’interno dell'immobile, e il primo intervento concreto dell’ufficiale giudiziario è stato rinviato addirittura a settembre. La sentenza esiste ed è nero su bianco sulla carta, ma nella realtà quotidiana chi controlla davvero che venga eseguita? Una volta ottenuto un provvedimento legittimo e sacrosanto da parte di un giudice, non dovrei essere io, cittadino onesto e piccolo proprietario, a dover elemosinare tempi umani per rientrare in possesso della mia proprietà. È un meccanismo che non funziona, che lascia i proprietari indifesi di fronte alle lungaggini. Le istituzioni hanno il dovere morale e politico di intervenire subito per rivedere radicalmente le procedure sugli sfratti e garantire tutele efficaci".