
Si è inaugurata nel sito della Moncalvina, a Canelli, la nuova opera di Maria Thereza Alves (San Paolo, Brasile, 1961) dal titolo Pluriversal Recapturing (Riconquiste pluriversali) in occasione del decennale dell’iscrizione dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. L’opera è stata realizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, che ha curato il progetto, e grazie al sostegno del Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), istituito dal Ministero del Turismo, della Regione Piemonte e del Comune di Canelli.
Si tratta di un’opera intensissima, profondamente poetica e insieme densa di significato. L’artista ha sostanzialmente ricreato, in un piccolo spazio tra alberi e prati, una sorta di oasi naturale, un micro-ecosistema che ricalca le specie presenti sul luogo, come fauna e flora. Ci sono, però, anche muri di tufo, mattoni e intonaco, atti ad ospitare piccole specie viventi, come ragni e altri piccoli insetti, mentre nel prato circostante, solcato da linee prospettiche, sono stati gettati i semi delle piante tipiche del luogo, in seguito a uno studio preciso condotto dall’artista insieme con la biologa Silvia Bonelli.

La semina non ha naturalmente dato ancora i suoi frutti, né i piccoli esseri viventi hanno ancora trovato il tempo di alloggiare in questo spazio creato per loro. Solo il tempo, e la spontanea armonia della natura, daranno all’opera quella vitalità concreta che l’artista ha pensato. In questo luogo il mondo naturale troverà, così, la possibilità di esprimersi senza limiti imposti dall’essere umano. Ne nasce una dimensione che non si può definire astratta, perché, al contrario, è molto concreta e centrata sulla vita reale e auto-producentesi del territorio, con le sue specie, i suoi colori, le sue forme spontanee e piene di energia.

Maria Thereza Alves è da sempre impegnata, con il suo lavoro, con i temi dell’ecologia, anche dal punto di vista politico, nel senso più ampio del termine. La sua visione ha a che fare con la ricerca di un’armonia tra territorio, vita naturale e vita umana, con l’intento neanche troppo nascosto di riallacciare, in qualche modo, i fili che legano le due, senza soluzione di continuità. Il suo intervento, come sempre accade nel suo lavoro, è anche in questa occasione improntato a una profonda ricerca e a un rispetto quasi mistico nei confronti della natura e delle diverse specie che la abitano. Da qui il titolo dell’opera: pluriverso. Non si tratta di un universo ad unica direzione, dunque, ma di una realtà complessa, stratificata, dove i modi di stare al mondo sono tanti e molteplici, tutti in grado di ispirarsi vicendevolmente, imparando gli uni dagli altri. Perciò il pluriverso è oggetto, qui, di una “recapture”, una ricostruzione e una riconquista, in cui le specie autoctone, non umane, si riprendono lo spazio vitale che spetta loro.

C’è una storia, in particolare, raccontata dall’artista e che non può non catturare l’attenzione. Esiste una specie particolare di farfalla, la farfalla azzurra o Phengaris Arion, tipica di questi luoghi. È un bellissimo insetto che però, per nascere, ha bisogno di condizioni molto particolari: una pianta di timo o di origano, e la presenza nel terreno di un particolare tipo di formica, la Myrmica sabuleti. Solo quando queste due condizioni naturalmente e fortuitamente si incontrano, la farfalla, le cui larve sono sostanzialmente “allevate” dalle formiche, può vivere e proliferare. La natura provvede all’accadimento, ma a rifletterci, dal punto di vista umano, l’evento ha qualcosa di profondamente poetico. Si tratta infatti di una serie di coincidenze e azioni accidentali, che però accadono in natura, senza che nessuno le guidi o le decida. È così che funziona la vita, e il mondo naturale. A differenza del nostro, tutto improntato al dominio e al tentativo di domare la naturale spontaneità della vita, imponendole ritmi non suoi – e forse nemmeno nostri.

Grazie all’opera di Alves, il Comune di Canelli è inserito tra le “Capitali Sorelle” di Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027. Ci saranno dunque molte occasioni, nel corso del prossimo anno, per visitare quest’opera così gentile e poetica, pronta a ricevere la natura e la sua vita nella loro più autentica e semplice energia e vivacità.