L'oro della Battriana è scomparso di nuovo: dove si trova il ora, è in salvo?

Per quasi mezzo secolo, uno dei tesori archeologici più straordinari mai scoperti ha continuato a comparire e scomparire seguendo le turbolenze della storia afghana. Il cosiddetto Tesoro della Battriana comprende circa 22.000 oggetti d’oro, gioielli, armi e ornamenti risalenti a circa duemila anni fa.

Oggi la collezione è nuovamente nascosta in un luogo segreto, lontano dagli occhi del pubblico e, almeno nelle intenzioni di chi la custodisce, anche da quelli di eventuali saccheggiatori. La sua storia cominciò nel 1978 a Tillya Tepe, la “Collina d’Oro”, nel nord dell’Afghanistan.

L’archeologo sovietico Viktor Sarianidi guidava una missione congiunta sovietico-afghana alla ricerca dei resti di un antico tempio dell’Età del Ferro. Durante gli scavi, però, dalla terra emerse un piccolo disco d’oro. Poco dopo apparvero un cranio e uno scheletro ricoperto di gioielli, seguito da altre sepolture appartenute probabilmente a sovrani o aristocratici nomadi.

La scoperta del Tesoro della Battriana

Nelle tombe furono trovati pugnali tempestati di gemme, medaglioni raffiguranti Dioniso, immagini del Buddha, anelli decorati con divinità greco-romane e gioielli che ricordavano draghi cinesi. Il tesoro testimoniava la cività di Tillya Tepe che si trovava infatti lungo le rotte della Via della Seta, percorse da mercanti provenienti da Siberia, India, Cina e mondo romano. Tra i reperti più celebri compariva anche una raffinata corona di fiori d’oro, costruita in modo da poter essere smontata e trasportata durante gli spostamenti (e ci sono persone che hanno trovato 160.000 dollari con il metal detector).

Guerra, sparizione e ritorno

Con l’Afghanistan ormai vicino alla guerra, gli archeologi dovettero abbandonare il sito e lasciare inesplorata almeno una tomba, successivamente saccheggiata. Gli oggetti recuperati furono trasferiti al Museo nazionale di Kabul, ma nel 1988 il presidente Mohammad Najibullah ordinò di nasconderli nei caveau della Banca centrale. Solo pochissime persone conoscevano la verità. Mentre il Paese precipitava nella guerra civile e il museo veniva bombardato e depredato, si diffuse la convinzione che l’oro fosse stato rubato o fuso.

Il tesoro riapparve soltanto nel 2004, quando cinque custodi delle chiavi permisero di riaprire il caveau. I 22.000 reperti erano ancora intatti. Negli anni successivi furono esposti in alcuni dei più importanti musei del mondo, dal Metropolitan Museum of Art alla National Gallery of Art, prima di tornare in Afghanistan.

Dove si trova oggi il tesoro

L’ultima esposizione conosciuta risale alla fine del 2020, all’interno del palazzo presidenziale di Kabul. Dopo il ritorno al potere dei talebani, il tesoro è stato nuovamente trasferito in una località riservata. Nel 2023 l’ex direttore del Museo nazionale, Mohammad Fahim Rahimi, dichiarò di aver controllato personalmente la collezione e di averla trovata completa. Il timore, tuttavia, rimane perché durante il precedente regime talebano furono distrutte migliaia di opere considerate idolatriche, compresi i celebri Buddha di Bamiyan.

Cambiando argomento: sotto la polvere lunare si nasconde un tesoro da mille miliardi di dollari.

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