Prima di diventare uno degli orologi cinematografici più riconoscibili degli ultimi anni, il Murph era un oggetto incaricato di raccontare qualcosa. Non un semplice accessorio al polso di un attore, ma il tramite attraverso il quale un padre e una figlia riuscivano a comunicare superando distanze, gravità e tempo.
In Interstellar, il film diretto da Christopher Nolan nel 2014, il segnatempo di Murph concentra in pochi centimetri buona parte della tensione emotiva della storia. Hamilton ha poi trasformato quell’esemplare nato per il set in un modello di produzione, costruendo progressivamente una vera collezione.
La nuova interpretazione del Khaki Field Murph 38 mm riparte da quel legame con lo spazio, ma lo affida questa volta al colore. Il quadrante abbandona il nero delle versioni più fedeli all’orologio cinematografico e adotta una tonalità blu intensa, attraversata da una sfumatura che si scurisce avvicinandosi al bordo. L’ispirazione dichiarata arriva dal viaggio di una cometa: la zona centrale richiama la luminosità dei gas ionizzati dalla luce solare, mentre la periferia quasi nera vuole restituire la profondità dello spazio.
Una nuova luce
Più che l’evocazione astronomica, tuttavia, a determinare il carattere dell’orologio è il trattamento della superficie. Il quadrante presenta infatti una texture granulosa, ispirata alla polvere di stelle, che modifica la percezione del blu secondo l’incidenza della luce. Non si tratta quindi di una semplice variazione cromatica applicata a una formula già nota: la finitura introduce una maggiore tridimensionalità e rende il volto dell’orologio meno uniforme, senza comprometterne la chiarezza.
Rimangono gli elementi che hanno definito l’identità del Murph. I grandi numeri arabi leggermente bombati conservano il disegno caldo e rétro della collezione, mentre le lancette a cattedrale, riempite di Super-LumiNova, ribadiscono la parentela con gli orologi da campo. Il loro colore beige crea un contrasto netto con il fondo blu e ammorbidisce l’insieme, evitando che l’ispirazione cosmica trasformi il modello in un esercizio troppo futuristico. Anche la scala dei minuti periferica mantiene quella precisione grafica che appartiene alla famiglia Khaki Field.
La cassa in acciaio misura 38 millimetri di diametro e 11,1 millimetri di spessore, proporzioni che rappresentano uno dei motivi principali del successo delle versioni più recenti. Il primo Murph entrato in collezione riprendeva infatti le dimensioni dell’orologio apparso sul grande schermo, con un diametro di 42 millimetri. L’arrivo della variante da 38 millimetri ha reso il modello più equilibrato e trasversale, avvicinandolo alle misure degli orologi militari storici dai quali discende il linguaggio estetico del Khaki Field.
La costruzione alterna superfici spazzolate e lucide, con una lunetta sottile che lascia al quadrante quasi tutto lo spazio disponibile. Le anse da 20 millimetri sono raccordate con continuità alla carrure e, nella versione con bracciale, proseguono visivamente nelle maglie in acciaio. Il vetro è in zaffiro con trattamento antiriflesso, mentre l’impermeabilità fino a 10 bar, equivalenti a 100 metri, conferma la vocazione quotidiana del modello.
Attraverso il fondello trasparente si osserva il calibro automatico H-10, movimento utilizzato in numerose collezioni Hamilton e caratterizzato da una riserva di carica di 80 ore. Una durata sufficiente per lasciare l’orologio a riposo durante il fine settimana e ritrovarlo ancora in funzione. Il rotore personalizzato e l’architettura visibile dal lato posteriore aggiungono una componente meccanica a un segnatempo la cui notorietà nasce soprattutto dalla forza del racconto.
Tra cinema e orologeria
Hamilton propone il nuovo Murph con due configurazioni. La referenza H70405140 monta un bracciale in acciaio con chiusura pieghevole ed è proposta a 1.045 euro; la referenza H70405740 abbina invece la cassa a un cinturino in pelle nera con fibbia ad ardiglione, per un prezzo di 995 euro. La differenza non è soltanto pratica: il bracciale accentua il carattere contemporaneo del quadrante blu, mentre la pelle riporta l’orologio verso l’immaginario più tradizionale del field watch.
Il Murph resta un caso particolare nel rapporto tra cinema e orologeria. Molti segnatempo sono diventati famosi dopo essere apparsi sullo schermo; questo, invece, è stato pensato fin dall’origine per svolgere una funzione precisa all’interno della sceneggiatura. Il pubblico ne ha chiesto successivamente una versione reale, trasformando un oggetto di scena in un modello permanente.
Con il nuovo quadrante blu, Hamilton prende una certa distanza dalla replica cinematografica senza recidere il filo che unisce il modello a Interstellar. È una scelta intelligente: invece di ripetere ancora una volta l’orologio visto nel film, ne sviluppa l’atmosfera. Murph non comunica più soltanto attraverso le lancette. Ora porta sul quadrante anche il colore dello spazio che Cooper ha dovuto attraversare per riuscire a raggiungerla.




