L'Ue riforma le regole per gli appalti: arriva la preferenza europea

L'Europa prova a trasformare gli appalti pubblici in una leva di politica industriale: non più soltanto comprare al prezzo migliore, ma usare la spesa di Comuni, Regioni e altre amministrazioni per sostenere industria europea, innovazione, sicurezza economica e filiere meno dipendenti dall'estero. È il cuore della riforma della Commissione, che introduce un quadro comune per la preferenza europea su un mercato che vale circa il 15% del Pil Ue, 2mila miliardi di euro.

Bruxelles stima risparmi per 650 milioni l'anno

La scelta resterà in gran parte nelle mani dei singoli enti committenti: nel regolamento generale il 'Buy European' sarà facoltativo e diventerà obbligatorio solo in alcuni settori strategici, dalle clean tech al cloud, all'intelligenza artificiale e ai medicinali critici. Una responsabilità rilevante per amministrazioni che devono fare i conti con risorse pubbliche scarse. Secondo l'analisi d'impatto della Commissione, i nuovi criteri non dovrebbero aumentare significativamente i costi, mentre semplificazione, maggiore concorrenza e possibilità di negoziare dovrebbero produrre risparmi. Bruxelles stima risparmi amministrativi per circa 650 milioni l'anno.

Almeno il 30% della valutazione dovrà basarsi su criteri diversi dal prezzo

"Finalmente l'Europa ha compreso quanto sia importante il principio di preferenza europea per tutelare la nostra industria nel mercato interno", ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Il cambio di impostazione è netto: almeno il 30% della valutazione delle offerte dovrà basarsi su criteri diversi dal prezzo, tra aspetti sociali e ambientali, innovazione, sicurezza e resilienza. È qui che entra la 'preferenza europea': nelle gare di appalto le amministrazioni potranno attribuire più punti alle offerte europee e, nei casi non coperti da impegni di accesso reciproco, escludere operatori di Paesi terzi o offerte europee basate su prodotti provenienti da quei Paesi. Alla svolta industriale si affianca la semplificazione. Le tre direttive su appalti, utilities e concessioni saranno sostituite da un unico regolamento direttamente applicabile, le procedure passeranno da cinque a tre e sarà possibile negoziare con gli offerenti. Per l'Italia significa che parte del quadro su cui poggia il Codice degli appalti non passerà più dal recepimento nazionale, ma sarà fissata direttamente a livello Ue. Nascerà inoltre un mercato digitale europeo degli appalti, che collegherà le piattaforme nazionali e regionali: le imprese potranno registrarsi una sola volta, accedere alle gare degli altri Paesi e usare traduzioni automatiche, aumentando così il numero delle offerte.