La Douja d’Or compie 60 anni e sconfina a Milano: obiettivo, allargare gli orizzonti

Per raccontare Asti, quest’anno la Douja d’Or è partita da Milano. La sessantesima edizione della manifestazione è stata presentata nel capoluogo lombardo con un intento chiaro: allargare la comunicazione di un evento che già oggi richiama pubblico da tutta Italia e dall’estero.

Questa propensione all’apertura, in realtà, l’evento ce l’ha da sempre. La Douja d’Or nasce infatti come concorso nazionale, ispirato a sua volta all’Esposizione dei Vini del 1891, e nel corso di quasi sessant’anni è cresciuta insieme al territorio fino ad assumere la forma attuale: dieci giorni di degustazioni, incontri e masterclass che dall’11 al 20 settembre 2026 occuperanno piazze, palazzi e cortili del centro storico di Asti.

Un momento della presentazione a Milano

Un momento della presentazione a Milano

Secondo Bruno Bertero, direttore generale dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, la Douja D’Or è uno degli eventi che richiama visitatori piemontesi, italiani e stranieri che arrivano ad Asti con una conoscenza del territorio molto diversa rispetto a quella di qualche decennio fa. “Il turista che arriva in Piemonte è già un turista enogastronomico - ha detto durante la conferenza di presentazione - non dobbiamo più spiegargli che qui si mangia e si beve bene, perché lo sa già. Dobbiamo andare oltre, differenziare l’offerta e raccontargli le specificità dei singoli territori”.

Bruno Bertero, a destra, direttore generale dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, con il giornalista Danilo Poggio

Bruno Bertero, a destra, direttore generale dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, con il giornalista Danilo Poggio

Una considerazione che vale particolarmente per una regione come il Piemonte, nella quale pochi chilometri possono separare denominazioni, vitigni, paesaggi e tradizioni differenti, e che aiuta anche a leggere il ritorno, per l’edizione 2026, al format diffuso: vino e cibo diventano, così, anche “una scusa” per entrare nei bellissimi palazzi del centro, attraversare le piazze e conoscere meglio la città del Palio.

Piazza San Secondo sarà il primo punto di riferimento, con lo spazio di Piemonte Land of Wine e una carta digitale di oltre 400 etichette, dalle bollicine ai passiti. Il Monferrato troverà invece casa a Palazzo Alfieri con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, che proprio nel 2026 festeggia gli ottant’anni dalla fondazione, mentre Palazzo Ottolenghi ospiterà il Consorzio Asti Docg insieme al Consorzio del Vermouth di Torino Igp. 

Piazza Cairoli, Asti

Piazza Cairoli, Asti

“La Douja d’Or dimostra quanto fare rete tra istituzioni, consorzi e imprese sia la chiave per costruire eventi capaci di crescere e attrarre pubblico ben oltre i confini del territorio”, ha spiegato Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg, indicando nella manifestazione anche una vetrina per raccontare la versatilità della denominazione e portare Asti Spumante e Moscato d’Asti verso occasioni di consumo differenti, dagli abbinamenti gastronomici alle interpretazioni della mixology.

Una ricerca di linguaggi nuovi che nel 2026 coincide con un'altra novità importante per il Consorzio. A marzo è arrivato infatti il via libera definitivo all’Asti Docg Rosé, ottenuto con Metodo Martinotti da Moscato bianco, in percentuale compresa tra il 70 e il 90%, e Brachetto, dal 10 al 30%. Due varietà aromatiche piemontesi riunite in una tipologia che ha radici storiche nel territorio e che potrà essere prodotta dal dolce all’Extra Brut e che lo stesso Ricagno ha definito un “unicum nel panorama italiano”.

L'apertura della Douja oltre i propri confini diventa poi ancora più evidente nelle quattro masterclass dedicate al confronto con altri paesaggi del vino. Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuti Patrimonio Mondiale Unesco dal 2014, dialogheranno con il paesaggio vulcanico dell'isola di Pico nelle Azzorre, con Ferto/Neusiedlersee tra Austria e Ungheria e con il Tokaj. A questi si aggiungerà la Rotaliana Königsberg, invitata come territorio amico pur senza appartenere ai siti Unesco.

Un momento della Douja D'Or edizione 2025

Un momento della Douja D'Or edizione 2025

Uno sguardo sugli altri protagonisti della Douja d’Or 2026: il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo porterà al Teatro Alfieri quattro appuntamenti dedicati alle grappe piemontesi, con degustazioni, abbinamenti e mixology. L’Associazione Produttori del Vino Biologico coinvolgerà vignaioli e ristoratori (forse non tutti sanno che il primo vino biologico prodotto in Italia nel 1992 era proprio un Moscato d’Asti), mentre la Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti curerà a Palazzo Alfieri il Ristorantino della Douja, lavorando sugli abbinamenti tra cucina e vini del territorio.

Il taglio del nastro della Douja d’Or 2026 sarà venerdì 11 settembre alle 17.00 in piazza San Secondo. Degustazioni, incontri e masterclass proseguiranno fino a domenica 20 settembre.