Ha attaccato i medici definendoli "incompetenti" la madre della bimba di 4 anni morta giovedì a Palermo per una sospetta difterite. La donna ha affidato il suo sfogo a un post sulla propria pagina Facebook: "Il dolore è mio e solo mio, ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti", ha scritto sostenendo che i sanitari "hanno sottovalutato" la situazione quando la bambina "è stata portata diverse volte al pronto soccorso: noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite" come "la causa della morte di mia figlia".
Nel post la donna ha criticato anche i media: "Ci sono delle indagini in corso, di certo non contro noi genitori", e "adesso non sto qui a perdere tempo con certa gentaglia. Ci sono carte che parlano, non stupide bocche". Quindi l'appello a "fare silenzio: vi auguro di non avere a che fare mai con i medici che hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori". Nella pagina la donna aveva pubblicato una foto con i quattro figli scrivendo i loro nomi e quello del marito: "Siete la mia unica ragione di vita via amo amori". Post e foto sono scomparsi qualche ora dopo quando il profilo da pubblico è diventato privato. Saranno gli esperti dell'istituto di medicina legale del Policlinico ad effettuare l'autopsia, su delega della Procura che ha aperto una inchiesta sulla morte della bimba, per risalire alle cause del decesso.
La bimba fu portata la prima volta al pronto soccorso dell'ospedale Cervello alle 22 del 13 agosto: aveva febbre, ipoalimentazione e vomito. Era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile, con il consiglio di tornare in pronto soccorso qualora ci fosse stato un peggioramento. Due giorni dopo i genitori l'avevano riportata in ospedale "con febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione ipostenia e iporeattivita". Nel referto era stato scritto che la piccola non era vaccinata per scelta del padre e della madre. L'indomani era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza alla terapia intensiva pediatrica dell'Ospedale dei Bambini Di Cristina. Giovedì è morta.
Sono migliorate le condizioni del cugino, anche lui di 4 anni. "Ha un po' di mal di gola, di placche, insomma nulla di più rispetto a una sindrome influenzale tipica. Aspettiamo domani per avere notizie certe visto che abbiamo già fatto il tampone, ma servono 48 ore perché diventi attendibile. E' ricoverato nel reparto di malattie infettive pediatriche. In ogni caso siamo tranquilli perché è vaccinato, e la malattia non può evolversi in forme gravi", dice il direttore sanitario dell'azienda sanitaria Civico Domenico Cipolla. "I genitori e la famiglia allargata hanno fatto la profilassi antibiotica, e tutti si stanno vaccinando - aggiunge il medico - Quindi penso che di casi diciamo mortali non ne abbiamo più per fortuna, però dobbiamo capire e controllare. Anche l'Asp sta facendo il lavoro per controllare comunque la diffusione e ci potrebbero essere dei portatori sani, naturalmente, una volta che il batterio circola. La bambina è morta per l'effetto delle tossine, come se si fosse avvelenata, perché questo batterio produce delle tossine molto gravi. Le tossine sono sostanze proteiche che rimangono all'interno dell'organismo, non c'è pericolo di contagio". Alcuni componenti del nucleo familiare della piccola - una ventina di persone - sono stati nei centri vaccinali per farsi inoculare il vaccino esavalente. I tre fratelli della vittima avevano ricevuto la prima vaccinazione regolarmente. Il presidente della società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup), Vincenzo Tipo, primario dell'ospedale Santobono di Napoli, richiama l'attenzione sull'importanza dei vaccini. "Quando diminuiscono le coperture vaccinali si ricreano spazi nei quali malattie che avevamo quasi dimenticato possono tornare a colpire".
L'infettivologo: 'E' importantissimo trovare paziente zero. Potrebbe esserci un portatore sano tra parenti o conoscenti"
"Rintracciare il cosiddetto paziente zero in questa fase è importantissimo". Lo dice il professore Antonio Cascio, direttore dell'Unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, intervenendo sul caso della bambina morta all'ospedale Di Cristina di Palermo forse per difterite. "Può essere che ci sia un portatore sano tra i parenti o i conoscenti e quindi inconsapevolmente abbia potuto infettare la bimba", spiega Cascio. Secondo l'infettivologo, dunque, è necessario individuare le persone che sono state a contatto con la bambina per ricostruire la possibile catena del contagio.
"Adesso verranno avviate tutte le procedure per contattare tutti quelli che sono stati a contatto con la bimba, che verranno sottoposti a tampone e profilassi - aggiunge - Coloro che sono entrati in contatto con la bambina devono fare la cosiddetta chemioprofilassi, ovvero devono prendere degli antibiotici". Le persone esposte dovranno inoltre verificare la propria situazione vaccinale e, in caso di mancata o incompleta vaccinazione, procedere con l'aggiornamento. La ricerca del possibile paziente zero e la ricostruzione dei contatti della bambina rientrano nelle procedure avviate per individuare eventuali altre persone esposte al batterio della difterite e adottare le misure di prevenzione previste. "Epidemia è una parola grossa. Quello che si potrebbe temere è un mero focolaio epidemico. Il rischio di una diffusione è minimo al momento", conclude Cascio.
L'Asp di Palermo, nell'ambito dell'indagine epidemiologica per risalire al paziente zero, ha effettuato i tamponi a gran parte del nucleo familiare della piccola Anna Rosa, morta ieri per sospetta difterite. L'azienda sanitaria sta cercando di ricostruire tutta la catena dei contatti. Intanto, stamattina una ventina di componenti della famiglia della vittima sono stati nei centri vaccinali per farsi inoculare il vaccino esavalente. I tre fratelli della vittima avevano ricevuto la prima vaccinazione regolarmente.
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