Settanta missili balistici, 720 droni a lungo raggio e 150 bombe guidate. È questo l'arsenale con cui la Russia intende colpire le infrastrutture energetiche e idriche di Kiev, Kharkiv e Odessa e l'Ucraina alla resa durante l'inverno. Lo rivela il New York Times dopo essere entrato in possesso di un documento governativo russo precedentemente intercettato dall'intelligence ucraina, presentato ai partner europei a Parigi. Come si legge nel documento, il piano prevede la «compromissione totale» dei servizi essenziali, delle centrali nucleari (che interessano il 90% della capacità elettrica del Paese) così come delle stazioni di pompaggio dell'acqua e del sistema fognario.
«Se il sistema fognario si ferma, avremo una catastrofe epidemiologica entro tre giorni», avverte Serhii Horkutsenko, vicedirettore generale di Kyivvodokanal, l'azienda pubblica responsabile della rete idrica e dell'approvvigionamento idrico di Kiev. Senza corrente le acque reflue non vengono pompate verso il depuratore e rischiano di riversarsi in città. Mykhailo Yatsuk, direttore dell’Istituto per i problemi idrici e la bonifica, racconta che negli ultimi giorni si sono già registrati attacchi di droni e messili presso l'impianto di Bortnychi, l’unico della capitale.
I problemi con l'arrivo dell'inverno
Con l'avvicinarsi dell'inverno, il gelo rischia di aumentare anche gli effetti dei blackout. «A meno dieci gradi, spiega Horkutsenko, possono congelare le tubature interne degli edifici. Riavere la luce, allora, non basterebbe a far tornare l’acqua». Attualmente, i 103 generatori d'emergenza installati lungo la rete idrica di Kiev offrono soltanto una parziale mitigazione del rischio. Il sindaco Vitali Klitschko ha precisato che questi impianti non sono progettati per garantire un ciclo continuo di funzionamento senza interruzioni, in quanto non possiedono la potenza industriale necessaria ad azionare le grandi idrovore cittadine, limitandosi a erogare una pressione minima nei condotti.
I piani di potenziamento della rete viaggiano in ritardo rispetto alla minaccia immediata. L'esperta del settore energetico Viktoria Voytsitska ha denunciato la tardiva attivazione delle contromisure governative, stimando che una reale stabilizzazione dei sistemi di fornitura idrica d'emergenza non potrà essere operativa prima della primavera del 2027. Di fronte a questa vulnerabilità temporale e logistica, le autorità municipali hanno già esortato i civili a predisporre riserve domestiche di acqua potabile autosufficienti per almeno tre giorni, mentre l'inverno e l'inizio della campagna di bombardamenti russa sono ormai imminenti.
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