Sono io la regina degli ipocriti questo giro di Milano Fashion Week per la Primavera-Estate 2027. Il primo giorno di sfilate, quando dovrei essere ancora in buona perché le code infinite nel traffico, le location a distanze siderali, i pasti saltati e le consegne urgentissime non mi hanno ancora imbizzarrita, me ne sono andata in giro con una scritta sulla schiena non proprio amichevole nei confronti della moda. Ero consapevole della contraddizione e, se mai qualcuno me l’avesse fatta notare, avrei potuto farla franca buttandola sull’ironia, ma sentivo proprio il desiderio di metterla, quella T-shirt sgarbata, e mi domandavo il perché.
Prada SS27
Prada SS27
Prada SS27
Con un inizio col botto come quello di Prada e la sua mirabolante sequenza di gonne che vorrei tutte nel mio armadio casomai vincessi un jackpot del Superenalotto, non c’era motivo di protestare. Perfino la passerella di Diesel, l’ultima del direttore creativo Glenn Martens e già consegnata alla storia come “lo show dei pomicioni tra il pubblico”, reclamava il buon umore.
Glenn Martens, Diesel SS27
Close-up della performance da Diesel SS27
Diesel SS27
Senza contare la sfilata di Antonio Marras en plein air ai giardinetti di via Stendhal, dove davanti all’ospite d’eccezione Adrien Brody e ai non addetti assiepati tutto intorno è andata in scena una magia durante la performance finale.
Adrien Brody ospite allo show Antonio Marras ss27
E poi l’omaggio alla Carrà di Maria Grazia Chiuri per Fendi, meritevole tra l’altro di aver ricordato al mondo come un certo Adriano Celentano nel 1972 avesse sfornato una bomba di pezzo, Prisencolinensinainciusol, assoluto antesignano del rap. Brano risuonato anche durante l’evento Vogue World, organizzato in Galleria con il gotha della moda in prima fila (negli annali finirà pure la foto con Jennifer Lopez seduta tra Stefano Gabbana e Domenico Dolce, con Pieter Mulier, Demna, Miuccia Prada, Raf Simons, Pierpaolo Piccioli, Donatella Versace e Alessandro Michele).
Fendi SS27
Fendi SS27
Durante la conferenza stampa di presentazione del calendario, il presidente di Camera Moda, Carlo Capasa, aveva spiegato come l’effetto Il diavolo veste Prada 2, in cui Milano e la sua fashion week erano grandi protagoniste, avesse contribuito ad aumentare il flusso di arrivi in città. Le sue parole mi sono tornate in mente questa mattina quando nel parterre di Max Mara (elegantissima la collezione) sono stata letteralmente travolta da un nugolo di gente armata di cellulari, fotocamere e videocamere, all’inseguimento di non so dire quale delle molte star presenti. In quel momento ho capito cosa provano i veneziani quando escono di casa e vengono fagocitati da orde di turisti a caccia della photo opportunity con cui strappare una sfilza di like.
Max Mara SS27
Io non ce l’ho con la moda, solo mi sento sempre più spesso la comparsa di un film, senza aver fatto il casting.
“La moda diventerà sempre più intrattenimento”, mi disse tempo fa il super PR di una grande maison italiana. Accidenti se aveva ragione, tra show progettati per essere instagrammabili ed experience ultrasofisticate proposte a ogni pie' sospinto a top client e content creator.
Prada SS27
Forse sono stata ingenua a non cogliere a suo tempo che sarei diventata sempre più parte della scenografia. Avverto un senso di inutilità del mio ruolo di osservatrice delle dinamiche del settore e non perché sia una vecchia carampana fuori tempo, visto che il sentimento è condiviso da molti colleghi ben più giovani. Se servo come nota di colore per un selfie “so cuuuuute”, almeno ditemi dove si firma per ritirare la paga ;-)
P.S. La scritta sulla maglietta qual era, dite?
Ehm... FASHION SUCKS
Diesel SS27











