Lavazza Tablì o Illy CoffeeB: le capsule senza capsula riducono davvero i rifiuti?

Lavazza Tablì e Illy CoffeeB eliminano la capsula rigida per ridurre i rifiuti del caffè. Vediamo cosa dice il test di Altroconsumo.

19 Luglio 2026

@altroconsumo.it

Indice

  • Lavazza Tablì caffè “nudo”, ma con un compromesso
  • Illy CoffeeB la sfera che scompare nell’umido
  • Chi non vuole cambiare sistema le capsule compostabili

Bastano due caffè al giorno per un anno intero a produrre, in media, 2,7 chili di rifiuti, nei casi peggiori (capsula più imballaggio primario e secondario) possiamo arrivare anche a 6 chili e mezzo. Il dato arriva da Altroconsumo, che ha messo a confronto in laboratorio le due risposte più recenti al problema, incarnate da Lavazza Tablì ed Illy CoffeeB, due sistemi proprietari pensati per lavorare senza l’involucro rigido che da sempre accompagna la capsula del caffè. Per la normativa europea la capsula, oggi, non è tecnicamente un imballaggio, anche se la modifica del regolamento che dovrebbe cambiare le cose è ormai alle porte. Nel frattempo, i produttori delle macchine da caffè hanno già iniziato a ripensare l’oggetto stesso della capsula, prima ancora che la legge lo imponga.

Lavazza Tablì: caffè “nudo”, ma con un compromesso

La tab di Tablì è caffè macinato e pressato, senza involucro: Lavazza la definisce “100% caffè”. La macchina eroga ristretto, espresso ed espresso lungo, si collega all’app, si controlla da remoto e dialoga con Alexa e Google Home, un livello di sofisticazione che si paga: 250 euro per la versione Walnut Brown, circa il doppio della media di segmento, a cui si aggiungono 7,99 euro per 12 tab (0,67 euro a tazzina). Nei test di Altroconsumo la macchina si comporta bene: caffè cremoso tra i 60 e i 64 °C, uso semplice, funzionamento silenzioso. Il punteggio complessivo si ferma al 68%, penalizzato soprattutto dai tempi di erogazione, circa 40 secondi, il doppio di una capsula tradizionale, e da una pulizia leggermente più laboriosa, perché il caffè non è più contenuto in un involucro che ne trattiene i residui. Sul fronte rifiuti la tab usata finisce nell’umido, essendo solo caffè, astuccio e vassoi sono in carta, resta soltanto una pellicola di plastica salva-freschezza sull’esterno della confezione. Il vero nodo, però, è che la confezione sigillata contiene sei tavolette insieme, pertanto aprirla significa esporre all’aria tutte e sei, non solo quella che si sta per usare. Se cercate la stessa freschezza garantita da una capsula singola dovrete arrangiarvi con un contenitore ermetico.

Illy CoffeeB: la sfera che scompare nell’umido

Il sistema Illy elimina la capsula rigida in plastica o alluminio e la sostituisce con una Coffee Ball, una sfera compatta di caffè che a fine erogazione va gettata nell’organico. La sfera non è comunque “nuda”, è avvolta in una pellicola di origine naturale che ne protegge l’aroma in conservazione e che, dopo l’uso, rientra anch’essa nella parte compostabile. Il dettaglio preciso di quale materiale componga questa pellicola, va detto, Illy non lo specifica nelle fonti ufficiali. Le prestazioni convincono: temperatura tra i 60 e i 68 °C, cremosità buona e persistente, uso semplice. Il punteggio complessivo però si ferma al 60%, più basso di quello di Tablì, per gli stessi motivi, tempi di erogazione lunghi (ancora circa 40 secondi) e pulizia non ottimale. Il prezzo delle sfere è 5,49 euro per 9 pezzi, 0,61 euro l’una, leggermente più economico di Tablì a tazzina, ma senza alcun margine di risparmio, dato che non esistono ancora multipack né alternative compatibili di altri marchi. La macchina, in bundle con 5 confezioni di sfere, costa 159 euro.

Chi non vuole cambiare sistema: le capsule compostabili

Per chiunque preferisca restare su una macchina a capsule “classica” esiste una terza via: scegliere un sistema Nespresso Original, che oggi può contare su diverse capsule compostabili compatibili, da Caffè Vergnano a Gimoka, da Caffè Borbone alle versioni in carta della stessa Nespresso. In questo caso Altroconsumo è chiara su un punto che vale la pena ribadire: le capsule compostabili non riducono il peso dei rifiuti prodotti, che resta sostanzialmente invariato rispetto alle capsule tradizionali. Il vantaggio è solo nella riciclabilità (se certificate OK compost, finiscono nell’umido invece che nell’indifferenziata). Un miglioramento reale, ma che la stessa gerarchia europea dei rifiuti colloca al secondo posto: prima si riduce, poi , e soltanto poi, si ricicla.

Per confrontare tutti i modelli delle macchine per il caffè potete utilizzare il comparatore di Altroconsumo.

Fonte: Altroconsumo

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