Lo aveva annunciato subito dopo la lettera della Rai che lo scorso 28 agosto lo aveva rimosso dalla conduzione di Report: Sigfrido Ranucci passa all'attacco, impugnando la decisione con un ricorso in via d'urgenza al Tribunale del Lavoro di Roma. Intanto arrivano nuovi guai per Valter Lavitola: la procura di Roma indaga sui presunti maltrattamenti in famiglia denunciati dalla sua ex compagna.
Per quanto riguarda il ricorso di Ranucci, il primo pronunciamento dovrebbe arrivare entro 10-15 giorni, anche perché il team legale del giornalista, vittima il 16 ottobre di un attentato organizzato dal suo amico Lavitola e parte lesa nell'inchiesta, chiede innanzitutto di sospendere, «sino alla definizione del procedimento cautelare», il termine di 30 giorni entro il quale dovrà scegliere uno dei tre incarichi proposti: vicedirezione del Tg3, vicedirezione di RaiNews, corrispondenza dal Cairo. La scadenza è il 27 settembre. Nel ricorso si chiede, inoltre, «di inibire alla Rai di procedere unilateralmente all'assegnazione» degli incarichi. I legali sollecitano poi il tribunale ad «accertare e dichiarare in via provvisoria la nullità e l'illegittimità del provvedimento» e di reintegrare Ranucci come «autore e conduttore» del programma di RaiTre «già nell'immediato e comunque prima dell'avvio delle trasmissioni della nuova stagione», prevista per l'8 novembre. In altri termini, Ranucci contesta radicalmente le ragioni indicate dalla Rai a fondamento della decisione. L'avvocato Roberto De Vita spiega che l'azienda non ha fornito elementi che motivassero quella che nella lettera di rimozione viene definita una "obiettiva situazione di incompatibilità", per «continue pressioni» e «percezioni di opacità, commistione e interferenze». E spiega: «Le accuse non sono state accompagnate dall'indicazione di alcun fatto concreto riferibile a Ranucci, né dall'indicazione del nesso che renderebbe necessaria proprio la sua rimozione». Il legale fa riferimento a condotte discriminatorie e a «pressioni politiche».
Le indagini
Il procedimento viaggerà in parallelo con l'inchiesta sull'attentato, in cui sono indagati in 6: i 4 esecutori materiali, Lavitola e il suo braccio destro, Clesio Gomes Tavares. Dall'informativa dei carabinieri agli atti dell'inchiesta emerge come, all'insaputa del conduttore e della redazione, Lavitola avrebbe utilizzato l'amicizia con Ranucci sostenendo di avere un peso sulla trasmissione. Da alcune chat emergerebbero inoltre comunicazioni tra i due sulle puntate di Report.
Gli inquirenti intendono convocare Ranucci al termine dell'analisi disposta sui cellulari e sul pc di Lavitola, da cui sarebbero già emersi «buchi» e «salti temporali». L'attività di analisi dovrebbe finire entro settembre. Probabilmente verranno sentiti anche gli imprenditori testimoni degli incontri tra il giornalista e l'imprenditore, e coinvolti negli affari del faccendiere. Intanto, prosegue la verifica dell'enorme massa di documenti sugli affari dell'ex editore, gestiti attraverso prestanome, che Natalia Potenza, la sua ex compagna, ha consegnato al pm Edoardo De Santis. La donna è stata ascoltata per quasi 10 ore. E non è tutto: è stato aperto un fascicolo, con la procedura d'urgenza prevista dal codice rosso, sui maltrattamenti denunciati dalla donna, che ha accusato l'ex compagno di condotte violente nei confronti suoi e di uno dei figli. Le verifiche sono state affidate al pm Valentina Bifulco.
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