Le api e il campo magnetico terrestre: la scoperta sulla possibile bussola interna in 74 specie

api magnetoricezione

Le api potrebbero orientarsi grazie a una vera e propria "bussola biologica" interna, basata su minuscole particelle capaci di percepire il campo magnetico terrestre. A suggerirlo è un recente studio pubblicato su Science Advances, che aggiunge un tassello fondamentale a una storia che affascina gli scienziati da decenni. La scoperta, avvenuta su 74 delle 96 specie di api analizzate, potrebbe aiutare a spiegare come questi insetti riescano a percorrere distanze in volo per poi tornare all'alveare. Il funzionamento esatto di questo "sesto senso", tuttavia, resta ancora da chiarire.

Che cos'è la magnetorecezione?

Per noi esseri umani il campo magnetico terrestre è completamente invisibile. Eppure, per molti animali rappresenta un prezioso punto di riferimento per orientarsi durante gli spostamenti. Questa capacità prende il nome di magnetorecezione, ovvero l'abilità di percepire il campo magnetico della Terra e sfruttarlo come una bussola naturale.

campo magnetico terrestre
Campo magnetico della Terra.

Tra gli animali che sembrano possedere questa capacità ci sono gli uccelli migratori, le tartarughe marine o i salmoni. Per loro il campo magnetico terrestre rappresenterebbe un punto di riferimento aggiuntivo durante gli spostamenti, soprattutto quando altri segnali, come il Sole o i punti di riferimento del paesaggio, non sono sufficienti.

Il suo funzionamento, però, resta in gran parte un mistero. Una delle ipotesi più accreditate è che alcuni animali possiedano minuscoli cristalli di magnetite, un minerale composto da ossido di ferro che reagisce ai campi magnetici. Queste particelle potrebbero comportarsi come l'ago di una bussola, allineandosi al campo magnetico terrestre e inviando informazioni al sistema nervoso. Per quanto riguarda le api, gli scienziati sospettano da tempo che possano possedere questa capacità, ma mancava ancora una prova che indicasse quanto questo fenomeno fosse diffuso tra le migliaia di specie di api presenti sul pianeta.

Lo studio: trovate particelle magnetiche in oltre tre quarti delle specie analizzate

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno analizzato 96 specie di api, appartenenti a diversi gruppi evolutivi e caratterizzate da abitudini molto differenti. Oltre alle api sociali, come l'ape domestica (Apis mellifera) e i bombi, lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, ha incluso numerose specie solitarie e 47 insetti non-api come gruppo esterno.

Per verificare la presenza di materiali magnetici, gli esemplari sono stati essiccati, ridotti in polvere e analizzati con un magnetometro, uno strumento estremamente sensibile capace di rilevare anche debolissime proprietà magnetiche. In questo modo gli autori hanno potuto individuare la presenza di particelle contenenti ferro compatibili con minerali magnetici come la magnetite.

I risultati sono stati sorprendenti: 74 delle 96 specie esaminate hanno mostrato una risposta magnetica significativa. Ancora più interessante è il fatto che queste particelle siano state osservate in gruppi molto diversi tra loro, suggerendo che non si tratti di una caratteristica esclusiva delle api sociali, ma di un tratto probabilmente molto più diffuso.

L'analisi ha inoltre evidenziato alcune differenze. Le specie di dimensioni maggiori tendevano a possedere una quantità più elevata di materiale magnetico rispetto a quelle più piccole, mentre le api sociali mostravano generalmente una risposta magnetica più intensa rispetto alle specie solitarie. Secondo gli autori, questo potrebbe essere legato alle maggiori esigenze di orientamento richieste dalla vita in colonia, anche se saranno necessari ulteriori studi per confermare questa ipotesi.

Le api hanno davvero una "bussola interna"?

Nonostante l'entusiasmo suscitato dai risultati, gli stessi ricercatori invitano alla cautela. Lo studio, infatti, non dimostra che le api utilizzino realmente il campo magnetico terrestre per orientarsi. Dimostra soltanto che molte specie possiedono strutture compatibili con un possibile sistema di magnetorecezione.

La differenza può sembrare sottile, ma è fondamentale. Trovare particelle magnetiche in un organismo equivale a scoprire un componente che potrebbe far parte di una bussola: non significa automaticamente che quella bussola venga utilizzata, né che sia collegata al sistema nervoso nel modo necessario per fornire informazioni sull'ambiente.

Per chiarire questo aspetto saranno indispensabili nuovi esperimenti comportamentali, nei quali le api verranno osservate mentre il campo magnetico viene alterato artificialmente. Solo in questo modo sarà possibile capire se cambiano il loro modo di orientarsi e quanto il magnetismo contribuisca realmente ai loro spostamenti.

Anche se restano ancora molti interrogativi, la ricerca rappresenta comunque un passo importante. La presenza di particelle magnetiche in un numero così elevato di specie suggerisce infatti che questa caratteristica possa essersi evoluta molto prima di quanto si pensasse e che il senso magnetico possa essere più comune nel mondo degli insetti di quanto immaginato finora.

Ancora una volta, le api dimostrano di custodire capacità sorprendenti e ricordano quanto ci sia ancora da scoprire sul loro comportamento e sul loro rapporto con l'ambiente.

Fonti

Joseph L Kirschvink, Michael M Walker, Carol E Diebel, Magnetite-based magnetoreception, Current Opinion in Neurobiology, Volume 11, Issue 4, 2001, Pages 462-467, ISSN 0959-4388 Laura Russo et al. ,Broad presence of ferromagnetism in bees and relationship to phylogeny, natural history, and sociality.Sci. Adv.12,eaed7391(2026). Lohmann KJ, Lohmann CMF. There and back again: natal homing by magnetic navigation in sea turtles and salmon. J Exp Biol. 2019 Feb 6;222 Wiltschko W, Wiltschko R. Magnetic orientation and magnetoreception in birds and other animals. J Comp Physiol A Neuroethol Sens Neural Behav Physiol. 2005