ROMA – La guerra tra Stati Uniti e Iran, sta avendo delle ripercussioni ‘silenziose’ anche sull’istruzione dei giovani iraniani, esclusi di fatto, dai circuiti di certificazione linguistica. A causa della sospensione a tempo indeterminato della Licenza Generale G, messa in atto lo scorso 24 agosto dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro americano, per gli studenti iraniani sono sospesi gli esami dell’Educational Testing Service (ETS) come TOEFL iBT e GRE. Una decisione, che ha scatenato numerose proteste come quella del National Iranian American Council (NIAC), intervenuto pubblicamente contro i vertici dell’amministrazione statunitense per denunciare l’irragionevolezza di misure che privano i giovani dell’accesso alle certificazioni linguistiche. La revoca dell’autorizzazione si inserisce nella più ampia strategia sanzionatoria denominata “Operation Economic Outcast”, volta a rompere i legami finanziari e commerciali dell’Iran con i mercati internazionali.
In questa situazione già complicata poi, c’è chi ha deciso di aggiungere ‘un carico’ extra ,come la piattaforma Duolinguo. Come spiega Al Jazeera infatti, mentre l’ETS ha sospeso la somministrazione dei test sul territorio iraniano, annullando le sessioni fisiche e rimuovendo i centri d’esame dal sistema di prenotazione, senza bloccare i cittadini iraniani che decidono di sostenere le prove all’estero, Duolingo invece, ha deciso a partire da oggi, di estendere l’inaccessibilità a tutti gli utenti in possesso esclusivamente di un documento d’identità iraniano. Ciò significa che anche ai titolari di passaporto iraniano residenti all’estero, verrà respinta la propria candidatura. In una mail inviata ad Al Jazeera, la piattaforma ha spiegato di non sapere “se o quando le normative potrebbero cambiare” e di essere pronta a “rivalutare la disponibilità del test” qualora le circostanze dovessero mutare.
Negli ultimi anni, il test di Duolingo ha rappresentato uno strumento essenziale all’accesso universitario grazie al suo costo ridotto e alla possibilità di svolgerlo da casa. Ora, i nuovi provvedimenti entrati in vigore, non fanno altro che isolare gli studenti universitari iraniani, le cui ammissioni e finanziamenti sono già bloccati in diversi atenei di Australia, Norvegia e Regno Unito.