Lecce, parco urbano al posto del Circolo Tennis, l'appello di Pennetta: «Si cambi idea»

«Oggi è difficile dire addio a un posto che ha significato così tanto». Le parole di Flavia Pennetta, campionessa e icona del tennis mondiale, fotografano il sentimento di profonda commozione che in queste ore sta attraversando la comunità leccese. La giunta comunale ha infatti approvato il Documento di indirizzo alla progettazione per il completamento del Parco delle Mura Urbiche, un provvedimento che sancisce lo sgombero e lo smantellamento dei campi da gioco a ridosso di Porta Napoli. È destinata quindi a chiudersi un'era per lo storico Circolo Tennis "Mario Stasi" di Lecce, un pezzo di storia cittadina che deve lasciare spazio a una nuova area verde pubblica.
La campionessa brindisina, che su quella terra rossa ha mosso passi fondamentali per la sua straordinaria carriera, ha voluto mandare un messaggio toccante: «Con grande tristezza apprendo della chiusura del Circolo Tennis Lecce. Per me non è stato soltanto un circolo, ma un luogo che mi ha visto crescere, dove ho imparato non solo ad amare il tennis, ma anche il valore dell’amicizia, del rispetto e della condivisione. Tra quei campi porto con me ricordi meravigliosi che resteranno indelebili. Oggi è difficile dire addio a un posto che ha significato così tanto. Preferisco pensare che sia un arrivederci, con la piccola speranza che se possa ancora cambiare idea, perché certi luoghi non smettono di vivere quando chiudono: continuano a esistere nei ricordi, nelle emozioni e nelle persone che hanno avuto la fortuna di farne parte». 

Proprio tra questi storici rettangoli di terra battuta si celano le radici del grande tennis femminile italiano. Prima di conquistare i palcoscenici internazionali e di scrivere le pagine più gloriose dello sport azzurro, due giovanissime promesse pugliesi hanno calcato regolarmente questi campi. Flavia Pennetta e Roberta Vinci, amiche e rivali sin dall'infanzia, hanno mosso qui i loro primi passi agonistici, sfidandosi e facendo squadra nei tornei singolari e nei campionati giovanili. Il "Mario Stasi" è stato per anni la loro seconda casa, il laboratorio tecnico dove hanno forgiato quel talento cristallino e quella tenacia che le avrebbero portate, anni dopo, a dominare i circuiti mondiali e a contendersi una storica finale tutta pugliese agli US Open. Veder sparire i campi che hanno battezzato le carriere di due leggende della racchetta rappresenta una ferita profonda per la memoria sportiva del territorio. Con lo smantellamento dello storico circolo, fondato nel 1948 in quella che allora era la periferia cittadina e oggi è il cuore pulsante del centro, si cancella definitivamente la vocazione sportiva dell’ingresso nord di Lecce. 
Un’area che per oltre cinquant'anni è stata il fulcro dell'atletismo locale: proprio lì accanto sorgeva infatti il vecchio stadio "Carlo Pranzo" uno degli impianti storici che hanno caratterizzato il calcio leccese tra gli anni cinquanta e sessanta in particolare – attivo dal 1924 al 1966 e nato originariamente come velodromo – e, negli anni Cinquanta, una storica palestra di pugilato che sorgeva sempre a ridosso delle mura in prossimità della rotatoria di piazza del bastione. Oltre ai tantissimi tornei giovanili, i suoi campi in terra rossa hanno ospitato di recente le tappe celebrative della Coppa Davis con Sinner, Berrettini e Cobolli, e sono stati scelti per gli allenamenti da top player del calibro della medaglia olimpica Lorenzo Musetti, di Facundo Agamennone e di Andrea Pellegrino, che nello scorso mese di maggio agli internazionali d'Italia ha sfidato negli ottavi di finale Jannik Sinner, sul centrale del foro italico. Un presente glorioso, confermato anche dall'ultima stagione agonistica, che ha visto il club leccese protagonista nel campionato di Serie A2 potendo contare su talenti del tennis mondiale come il polacco Maks Kasnikowski, attuale numero 284 ATP. Tutto questo però potrebbe essere cancellato, dopo quasi ottant'anni di storia, non solo del tennis ma dello sport in generale.