22 luglio 2026
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Eh no, troppo comodo. Troppo comodo ripetere la solita cantilena della «manifestazione pacifica sporcata da pochi facinorosi». Troppo comodo sostenere che «non tutti i partecipanti erano violenti» (bella e confortante notizia, complimenti). Troppo comodo tirar fuori la parola «scontri» come se i tafferugli si fossero generati dal nulla, come se ifuochi fossero stati creati per autocombustione, e come se le pietre si fossero messe a volare di loro iniziativa. Almeno, non prendiamo in giro gli italiani, per favore.
— IL TEMPO (@tempoweb) July 22, 2026
Siamo invece in presenza del contrario di una fatalità, ma di una circostanza prevedibilissima, direi scontata. Se si convoca una manifestazione immediatamente a ridosso di un decesso, di un episodio controverso che ha coinvolto dei poliziotti, anche un bambino capisce che l’adunata si trasformerà in un pericoloso sfogatoio contro le forze dell’ordine, com’è regolarmente accaduto a Bologna.
Dunque, è colpa del sindaco Lepore, un tipetto che ha ripetutamente e scompostamente polemizzato con il ministro Piantedosi, che ha (tra ossessione e ideologia) azzerato il prezzo dei biglietti del bus per gli immigrati salvo aumentarlo per i bolognesi, e che da mesi coccola i centri sociali meno rassicuranti. Irresponsabilmente, quest’uomo ha acceso la miccia.
Lepore, se questo è un sindaco. Oltre 60 agenti feriti nella piazza violenta convocata dal dem
Non solo, è colpa del Pd, che non ha speso mezza parola per impedire al suo sindaco di spingere per una manifestazione pericolosa, e anche dopo, a disastro avvenuto, ha continuato a polemizzare a vanvera contro il governo, senza prendere le distanze dal suo amministratore.
Ed è infine colpa della sinistra largamente intesa, che ormai (le immagini di Bologna lo hanno ampiamente dimostrato) scommette su una saldatura tra antagonisti e islamici come massa di manovra e come «truppe» per queste inquietanti piazzate. Si cerca l’incidente, questo è chiaro: nel tentativo di scaricare le responsabilità sulle forze dell’ordine e sul governo.