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Meloni: «Irresponsabile alimentare l'odio». Centro città devastato per la caccia al poliziotto dopo la morte di Fakir. Il centrodestra: «Lepore si dimetta». Salvini: «Avvelena il clima»
22 luglio 2026
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Il centro città devastato. Siamo vicino a piazza Maggiore, il cuore di Bologna. Auto in fiamme, pavimentazione divelta, biciclette elettriche sfasciate e tavolini ribaltati. Ma, soprattutto, oltre sessanta (64 per la precisione) agenti feriti, con prognosi che vanno da tre a trentacinque giorni. Sono sei i mezzi delle forze dell’ordine danneggiati. Una guerriglia urbana in piena regola. Il problema è che quella piazza era stata convocata dal sindaco Matteo Lepore. Era inevitabile se decidi di fare una manifestazione per Abderrahim Fakir (il marocchino di 42 anni deceduto durante l’arresto) solo due giorni dopo la morte. Soprattutto se nelle 24 ore precedenti tutta la sinistra italiana ha messo sotto accusa l’operato della polizia. Quindi, adesso, è il centrodestra a chiedere le dimissioni di Lepore. La sua responsabilità? «Non aiuta a svelenire il clima».
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Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non fa il nome del primo cittadino, ma è evidente a chi sono indirizzate le sue parole: «Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro. Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio».
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Lepore ha preso le distanze da chi ha commesso violenze e ha provato a sostenere che fossero due piazze diverse. In realtà, lui ha manifestato pacificamente a piazza Nettuno. Ma i facinorosi si sono spostati a pochi metri di distanza, in piazza Roosevelt, dove hanno dato inizio alla guerriglia. Lo scontro, però prosegue anche all’interno del parlamento, dove le opposizioni uniscono i fatti di Bologna al caso Roggero, il gioielliere condannato per aver ucciso chi lo aveva rapinato. Per Nicola Fratoianni (Avs) è in corso «un colpo di Stato silenzioso».
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E Il leader M5S Giuseppe Conte sottolinea come Fakir «sia morto mentre era sotto il controllo delle forze dell’ordine». Gli animi della sinistra si infiammano quando prende la parola il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami: «State dicendo che è stata commessa una ingiustizia e state alludendo al fatto che quella ingiustizia l’hanno commessa le forze dell’ordine. E questo non è accettabile! Perché state accusando chi porta la divisa di aver ucciso una persona deliberatamente. Intanto fate da paravento ai vostri nipotini dei centri sociali».
Intanto, il livello di attenzione a Bologna resta alto per il possibile ripetersi di altri episodi di guerriglia urbana.