Liste d'attesa in Puglia, approvata la fase 2: tutte le novità del piano


Se l'Asl non riuscirà a garantire i tempi massimi per l'esecuzione di un esame, di una visita o di un intervento chirurgico, il paziente sarà inserito in un percorso di tutela con la registrazione in una prelista e sarà ricontattato dall'azienda sanitaria stessa entro cinque giorni per le prenotazioni di classe “breve” (B), 1'-15 giorni per quelle differibili (D) e 20 per quelle programmabili (P). La Giunta Decaro ha varato la fase 2 del piano di abbattimento delle liste di attesa, approvando la nuova delibera dopo un confronto serrato con i sindacati (si legga il pezzo in pagina, ndr). Sono stati stanziati altri 20 milioni per i prossimi cinque mesi, dopo il 31 dicembre il piano dovrà essere rifinanziato.

Il recupero delle prenotazioni

Adesso le Asl di Puglia avranno tempo sino al 14 settembre per definire il nuovo target di recupero delle prenotazioni fuori soglia, dando priorità alle classi urgenti (U) e brevi (B) e ai ricoveri in classe A. La Regione ha dato indicazioni ben precise su come le aziende sanitarie dovranno muoversi: le prime azioni da avviare riguardano l’organizzazione e la stabilizzazione delle funzioni di recall, comprese le misure di prevenzione dei “no show” ossia degli appuntamenti che saranno verificati nei giorni precedenti così da provvedere a liberare lo slot in caso di sopravvenuta indisponibilità dell’assistito. Inoltre, le Asl dovranno mettere in campo una serie di iniziative di valutazione dell’appropriatezza prescrittiva. Ambulatori e sale operatorie dovranno restare aperte almeno 12 ore al giorno, compresi i weekend, con una equa distribuzione tra mattina e pomeriggio, Sarà richiesta la tracciabilità delle attività svolte nell’ambito del Piano, con identificazione delle prestazioni, monitoraggio delle prestazioni aggiuntive autorizzate per disciplina e rilevazione delle modalità di erogazione.

Le aziende dovranno assicurare il monitoraggio mensile di attività e costi. “Il provvedimento per l’abbattimento delle liste d’attesa – sostengono dalla Regione - può diventare non solo uno strumento per aumentare il numero delle prestazioni, ma una vera leva di riorganizzazione delle aziende sanitarie”. Diverse le novità previste dal piano, ecco alcune: i pazienti dovranno essere suddivisi a seconda che si tratti di primo accesso alla prestazione; esame di controllo o cronicità. Dal secondo accesso in poi, le prenotazioni saranno gestite direttamente dallo specialista, questo per evitare che il cittadino debba rivolgersi ogni volta dal proprio medico di famiglia per la ricetta.

Case di Comunità e ospedali

Altra novità: le Case di comunità e gli ospedali di comunità saranno integrati stabilmente nella rete di erogazione delle prestazioni. Questo significa che l'ospedale non sarà l'unico punto di riferimento per esami e visite. Fissati anche i tempi massimi per i ricoveri programmati: 30 giorni per la classe A, 60 per la B, 180 per la C, dodici mesi per la D. “Le direzioni sanitarie – si legge nella delibera approvata dalla Giunta - definiscono un modello organizzativo che consenta l’utilizzo delle sale operatorie nell’arco delle 12 ore e l’ottimizzazione delle risorse umane disponibili, evitando la frammentazione dell’assistenza e assicurando un’equa distribuzione del personale nei turni mattutini e pomeridiani. I dati sull’andamento delle prescrizioni di specialistica ambulatoriale e di ricovero programmato costituiscono la base per la proposta di rimodulazione della rete di offerta, con attenzione al potenziamento dell’assistenza territoriale, alla definizione dei setting prioritari per livello di complessità e alla previsione di percorsi interaziendali”.

Per quanto riguarda la presa in carico di pazienti cronici, oncologici e fragili, il documento della Regione prevede che le Asl debbano “individuare percorsi facilitati di accesso al percorso diagnostico, comprensivo di tutti gli approfondimenti, per i pazienti con patologia oncologica sospetta o accertata, con malattia rara e in condizioni di fragilità”. Le aziende dovranno, inoltre, definire “le modalità per assicurare le prestazioni strettamente connesse all’intervallo temporale di esecuzione — percorso nascita, età evolutiva — attraverso la programmazione da parte dello specialista che ha in carico il paziente su agende dedicate, anche mediante accordi interaziendali”. Per le prestazioni associate al codice di esenzione 048 esclusivamente correlate alla patologia oncologica riscontrata è previsto la presa in carico totale senza passare dal Cup.

Con la delibera è stato istituito per la prima volta un Tavolo regionale sull’appropriatezza prescrittiva, che sarà coordinato da Aress Puglia e dal dipartimento Salute e benessere e composto da referenti delle direzioni sanitarie, delle unità distrettuali di Medicina generale e degli Ordini provinciali dei medici chirurghi e odontoiatri. La task force di dovrà insediare entro il 21 settembre, al Tavolo “è affidata l’analisi congiunta dei dati di monitoraggio dell’attività prescrittiva, la valutazione dell’omogeneità nell’attribuzione dei codici di priorità, la proposta di indirizzi regionali, la definizione di modalità di ritorno informativo ai prescrittori, i meccanismi di audit clinico e i programmi di formazione”.

La fase uno del Piano sperimentale era fissato a 124.320 prestazioni — 114.300 di specialistica ambulatoriale e day service e 10.020 ricoveri programmati in classe A — e un primo finanziamento straordinario ripartito in proporzione ai target. Dal primo febbrai è stato avviato in modo sistematico il recall attivo degli assistiti in lista. Al termine della fase sperimentale, conclusasi il 30 giugno 2026, il monitoraggio regionale documenta 231.435 persone richiamate e 157.176 prestazioni recuperate, con il superamento dell’obiettivo assegnato.