Ancona, 4 agosto 2026 — Le prestazioni sanitarie aumentano, ma la sfida delle liste d'attesa resta ancora aperta. È questo il quadro che emerge dai nuovi dati illustrati in Consiglio regionale dall'assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, che ha presentato il primo monitoraggio realizzato con la nuova metodologia introdotta a marzo. Tra marzo e luglio, nelle Marche, sono state erogate 898.486 prestazioni sanitarie, contro le 823.219 dello stesso periodo del 2025: un incremento del 9,1%, pari a 75.267 prestazioni in più. A luglio, però, il ritmo di crescita si è leggermente attenuato, fermandosi al +6,2%, con quasi 9mila prestazioni aggiuntive rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
I dati evidenziano differenze significative tra i territori. L'Azienda ospedaliero universitaria regionale registra un aumento del 7,7%, mentre l'Inrca segna il balzo più consistente con un +12,3%. Tra le Aziende sanitarie territoriali spicca Fermo, che cresce del 9,2%, seguita da Pesaro-Urbino (+8,8%), Ancona (+5,5%) e Macerata (+5%). Fa eccezione Ascoli Piceno, unica provincia in controtendenza con un calo dell’1,3%.
Calcinaro: “Lavoro difficile, ma segno positivo”
“Ci sono differenze tra le varie Ast — ha spiegato Calcinaro —. Dobbiamo approfondire la situazione di Ascoli Piceno e stimolare le altre aziende affinché questo lavoro iniziato a marzo non si attenui. Anzi, deve crescere per rispetto di tutti i marchigiani che sono in attesa”. L'assessore ha riconosciuto che il percorso è ancora lungo: “È un lavoro difficile, manca ancora tanto, però il segno è positivo e deve tendere a stabilizzarsi o a crescere. Abbiamo in serbo alcune novità per incrementare ulteriormente le prestazioni”.
Il richiamo della Corte dei Conti
Numeri che arrivano pochi giorni dopo il richiamo della Corte dei conti, che nel giudizio di parifica sul rendiconto regionale 2025 aveva definito proprio le liste d'attesa uno dei principali punti critici della sanità marchigiana. Secondo i magistrati contabili, nell'ultimo anno le prestazioni ambulatoriali inevase sono salite da circa 82 mila a oltre 110 mila. Un aumento dovuto al fatto che la domanda continua a crescere più rapidamente dell'offerta: le prestazioni erogate sono aumentate del 5,8%, ma le richieste del 7,5%. La Corte aveva inoltre evidenziato come il dato medio sul rispetto dei tempi previsti rischi di nascondere forti criticità. Per alcuni esami diagnostici, come mammografie, colonscopie ed ecografie, il rispetto delle tempistiche scende infatti sotto il 50%, con attese che in alcuni casi superano i 400 giorni. Non va meglio sul fronte dei ricoveri programmati urgenti, dove il target fissato al 90% si ferma al 79%.
A preoccupare è anche il fenomeno della rinuncia alle cure. Secondo la procuratrice regionale Alessandra Pomponio, un paziente su 10 decide di non effettuare la prestazione prenotata, spesso perché i tempi sono incompatibili con le proprie necessità oppure perché l'appuntamento viene fissato troppo lontano da casa. Chi può permetterselo sceglie invece la sanità privata o si rivolge ad altre regioni, alimentando una mobilità passiva che continua a pesare sui conti marchigiani.