Lucia Colella accetta la sfida, dalla Federico II a Dubai poi il ritorno a Napoli: «Qui lavoro per le donne»

«Mi sono licenziata dal mio lavoro a Dubai, sapevo di dover tornare a Napoli». Lucia Colella ha cercato “casa” per tutta la sua vita, girando di città in città, per poi realizzare che l'unico luogo dove poteva sentirsi felice era qui. Questa è la storia della trentenne napoletana che dopo anni in giro per il mondo ha deciso di tornare per realizzare il suo progetto “The Bold House”: «Una community di donne per donne tra eventi sul territorio e non solo». Lucia studia all'Università Federico II, laureandosi alla triennale in Economia e Commercio. Come spesso accade ai nostri giovani, però, il richiamo del Nord è forte e si trasferisce a Milano dove consegue il Master in “Sustainability and Energy Management” alla Bocconi: «Credevo di trovare più opportunità, ma lavoravo troppo e guadagnavo troppo poco».

La svolta 

Così, quando le arriva un'offerta all'estero, Colella accetta: «Sono andata a Dubai dove lavoravo come consulente di sostenibilità ambientale e sociale. Stavo bene lì, ma c'era un pensiero che mi tormentava: mi stavo perdendo la mia vita a casa». «Così ho riflettuto su cosa volevo davvero», racconta «e l'anno scorso mi sono licenziata. Ho mollato tutto e sono tornata a Napoli per ritrovarmi. Sarà la crisi dei trent'anni? Chi lo sa?», ironizza la giovane. A “casa”, però, Colella non trova la situazione che si aspettava: «Mi sono sentita molto sola: molte delle mie amiche hanno laasciato la città». Proprio partendo da questa solitudine, Lucia decide di fondare la sua community, per permettere a giovani come lei di trovare un luogo di scambio e uno spazio di aggregazione. Così nasce “The Bold House”. «Bold viene dall'inglese: coraggio, audacia. Noi ragazze - spiegaa - abbiamo bisogno di confrontarci con altre donne, soprattutto in fasi evolutive e di trasformazione. Invece spesso ci isoliamo senza cercare aiuto. Così ho creato uno spazio digitale e fisico dove possiamo trovare connessioni autentiche». Incontri, eventi, aperitivi e workshop, Lucia e le sue “boldies” - così chiama le donne della sua community - costruiscono in poco meno di un mese una rete territoriale di più di 5000 follower. «The Bold House si basa su tre pilastri», spiega Colella: «Uno, legame col territorio, quindi eventi su Napoli per far percepire la città in una maniera diversa, due, incontro di creatività e cervelli, per permettere una maggiore crescita personale e per parlare di tematiche che interessano tutte le donne creando un confronto tra generazioni. Tre, benessere fisico».

Il trend 

Questo trend arriva dall'estero (si pensi in Regno Unito a “Lonely Girls Club” oppure negli Stati Uniti “Girls go explore New York”) e si è rapidamente diffuso a macchia d'olio in tutt'Italia. Questo fenomeno è il risultato di tre fattori: il primo è la maggiore difficoltà nel fare amicizia da adulte, il secondo è la solitudine urbana, una città ricca di opportunità non significa automaticamente avere una rete sociale. Il terzo è il desiderio di esperienze offline, dopo anni di esperienze social. Ecco perché stanno nascendo anche a Napoli tanti “Reading Party” per riunirsi e leggere insieme, o spazi creativi dove realizzare laboratori di ceramica, pittura, uncinetto e tanto altro.