Macerata, revoca dell’incarico a una dirigente. Ora l’Ast deve sborsare 39mila euro

MACERATA La determina del 14 agosto scorso porta la firma della dirigente dell’Unità operativa complessa “Supporto al legale, contenzioso ed assicurativo” della Ast: si prende atto della sentenza emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Macerata a fronte del ricorso contro l’Ast promosso da B. S. (nell’atto ci sono le sole iniziali del nome e cognome).

 La vicenda

Il giudice ha accolto la tesi della ricorrente e l’Ast dovrà versare alla dipendente in questione circa 31mila euro (6.410 dei quali per spese legali), ai quali si aggiunge il costo di 7.706 euro per l’onorario professionale dell’avvocato nominato dall’Azienda sanitaria. La sentenza è del 2026 ma la vicenda inizia in un giorno imprecisato (nell’atto non c’è una data particolare) del 2023, quando l’allora vertice di quella che all’epoca era l’Area vasta 3 dell’Asur, revoca l’incarico dirigenziale alla dipendente e poi oppone il silenzio alla richiesta volta a sottoporre al valutatore di seconda istanza e all’Organismo indipendente di valutazione la valutazione ricevuta dal proprio superiore. La ricorrente ha chiesto al giudice che l’Ast venisse condannata a corrisponderle la retribuzione spettante, dalla data di revoca e fino al 16 settembre 2025, e per il quinquennio a seguire, oltre al risarcimento del danno extrapatrimoniale.

La decisione

Il giudice del lavoro del Tribunale di Macerata «ha accertato - si legge nella determina dell’Ast - e dichiarato l’illegittimità della revoca dell’incarico, ha condannato l’Azienda sanitaria territoriale di Macerata a pagare alla ricorrente, a titolo di risarcimento del danno da lucro cessante, l’importo complessivo di 23.857 euro oltre interessi legali e rivalutazione monetaria». Inoltre il magistrato ha accertato e dichiarato l’illegittimità del silenzio dell’Ast sull’istanza formulata di avvio della procedura di conciliazione (prevista dal regolamento Asur approvato con determina 736 del 2020) e ha condannato infine Ast alla rifusione delle spese di lite in favore della dipendente, liquidate in 4.216 euro. In più appunto 7.706 euro per le spese legali di parte dell’Azienda sanitaria territoriale. Correva l’anno 2023 e il giudice del lavoro del Tribunale di Macerata dice che la revoca dell’incarico a alla dirigente era illegittimo. Costo diretto sostenuto dall’Ast e dai contribuenti: 39mila euro.