Macklemore dona un milione di dollari a 6 organizzazioni impegnate in Palestina

ROMA – Macklemore ha annunciato che donerà il milione di dollari a 6 organizzazioni impegnate in Palestina in seguito alle polemiche che hanno fatto seguito alla sua esclusione dal Loop Tour di Ed Sheean. Si tratta del compenso che gli era stato pagato come artista di apertura. Il rapper lo ha annunciato con un post su Istagram in cui sottolinea di voler “riportare la conversazione dove deve stare: al popolo palestinese che continua a essere ucciso, a vivere sotto occupazione militare e a lottare per la propria libertà”.

“Donerò l’intero milione di dollari dei miei guadagni netti del Loop Tour di Ed Sheeran a sei organizzazioni che lavorano direttamente a sostegno del popolo palestinese (il rapper ha inserito la lista nella descrizione, ndr). E invito Robert Kraft a fare altrettanto“, ha scritto tirando in causa il miliardario proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium dove si terranno due date del tour di Sheeran. Sarebbe stato lui a chiamare il cantautore e a vietargli la partecipazione di Maklemore dopo le sue parole sulla Palestina.

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“Qualunque siano le nostre divergenze, forse possiamo essere d’accordo su questo: le vite dei palestinesi meritano di essere protette. Una vita palestinese non è meno preziosa di qualsiasi altra vita su questa terra”, ha sottolineato il 43enne.

KRAFT ANNUNCIA UNA DONAZIONE DI 2 MILIONI DI DOLLARI

Dal canto suo, Kraft – in una nota diffusa dai media esteri – ha fatto sapere di aver ricevuto una chiamata da Sheeran in cui gli chiedeva di donare 2 milioni di dollari “per eguagliare la sua donazione a sostegno della lotta contro questa crisi umanitaria nella regione”. Il magnate non ha specificato quali organizzazioni riceveranno la cospicua cifra. E lo stesso Sheeran no ha rilasciato commenti sulla questione dopo quanto dichiarato qualche giorno fa.

Ho dedicato gran parte della mia vita a costruire ponti tra tutte le persone. Credo profondamente che ogni vita meriti di essere protetta”, ha affermato Kraft, come riporta il Guardian. “Ora Ed intende contattare altri proprietari di locali e il nostro obiettivo è continuare a lavorare insieme per costruire ponti”, ha continuato.

Kraft, che è ebreo, ha accusato Macklemore di incitamento all’odio, motivando la richiesta di esclusione facendo riferimento “a una più ampia storia di retorica e immagini che riteniamo profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica“. L’artista ha, però, parlato di strumentalizzazione dell’accusa di antisemitismo: “L’antisemitismo è reale. Ed è proprio per questo che la parola è troppo importante per essere usata come scudo contro le critiche allo stato israeliano. Quando criticare Israele, opporsi al sionismo o dire ‘Palestina libera’ viene confuso con l’odio per il popolo ebraico, non protegge il popolo ebraico. Protegge Israele dalla responsabilità”.

Sheeran ha dichiarato di essere “inorridito dal conflitto tra Israele e Palestina” e ha descritto la “sofferenza e il dolore causati da entrambe le parti” come una tragedia umana in una lunga dichiarazione su Instagram. “Ho le mie opinioni personali su questo devastante conflitto. Il fatto che io scelga di non parlarne pubblicamente non significa che non le abbia, e non significa che non mi importi“, ha sottolineato. La popstar ha poi spiegato che “l’abbandono del tour da parte di Macklemore è stata una decisione del promoter, non mia”.

I MASSIVE ATTACK: “LA NEUTRALITÀ DI FRONTE AL MASSACRO DI 20MILA BAMBINI NON POTRÀ MAI ESSERE VERA NEUTRALITÀ”

Parole che non hanno placato il polverone. E contestualmente alla decisione di diversi musicisti di abbandonare il Loop Tour in solidarietà a Macklemore, continuano ad arrivare i messaggi social a sostegno del rapper. Dopo quello senza mezzi termini di Roger Waters, anche i Massive Attack hanno espresso la loro opinione in un post. “L’intrattenimento non potrà mai essere più importante della resistenza all’apartheid e al genocidio di altri esseri umani. La ‘neutralità’ di fronte al massacro di oltre 20.000 bambini non potrà mai essere vera neutralità“, si legge.

“Nessun artista dovrebbe tollerare la censura di un altro artista, a prescindere da quanti milioni di dollari siano in gioco”, sottolinea la band. “L’ondata di silenzio statale, aziendale e mediatico che ha permesso che un genocidio avesse luogo cerca di costringere al silenzio artisti e attori di alto profilo”.

Siamo al fianco di tutti gli artisti che rischiano la propria carriera in difesa dei diritti del popolo palestinese e contro l’occupazione illegale, l’apartheid, i crimini di guerra e il genocidio in corso perpetrati dallo Stato di Israele”, conclude il gruppo.