Mamdani vorrebbe arrestare Netanyahu: perché il sindaco di New York non può farlo

Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha acceso il dibattito internazionale dopo aver parlato della possibilità di applicare il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. La questione ha provocato la reazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e riaperto il confronto sui limiti delle autorità locali e federali statunitensi nell'attuazione delle decisioni della Corte.

Mamdani e il dibattito sull'arresto di Netanyahu a New York

Le dichiarazioni del sindaco di New York, Zohran Mamdani, sull'arresto del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno avuto una risonanza a livello internazionale.

Mamdani ha dichiarato al New York Times che stava valutando, insieme all'ufficio legale della città di New York, se fosse possibile procedere all'arresto di Benjamin Netanyahu nel caso in cui il premier israeliano avesse visitato la città a settembre per partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il sindaco di New York ha affrontato la questione in un podcast video del New York Times intitolato "The Interview", pubblicato il 18 luglio 2026:

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Credo che il Primo Ministro Netanyahu debba essere processato all'Aia. È un criminale di guerra incriminato dalla Corte penale internazionale.

"Scoprirete che questa è un'opinione condivisa da molti", ha aggiunto.

La reazione di Donald Trump

Il dibattito è arrivato fino alla Casa Bianca. Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato in un post su Truth Social del 20 luglio che "Benjamin Netanyahu non verrà arrestato in alcun caso mentre si trova negli Stati Uniti d’America".

Trump non ha però fatto un diretto riferimento ai commenti del sindaco di New York e non ha menzionato Mamdani.

Il presidente statunitense ha però aggiunto che Netanyahu "sta combattendo contro la Repubblica Islamica dell'Iran, che recentemente ha ucciso 52.000 manifestanti innocenti e ha passato gli ultimi 47 anni a uccidere soldati americani e altri. Gli unici che dovrebbero essere arrestati sono coloro che hanno condotto l'Iran in questa spirale di morte e distruzione senza precedenti, qualcosa che avrebbe dovuto essere affrontato anni fa dai precedenti presidenti!"

La posizione di Mamdani sul mandato della Corte penale internazionale

Il sindaco democratico di New York ha affermato in un successivo videomessaggio che la città non avrebbe gli strumenti legali per applicare il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu.

Le posizioni di Mamdani erano chiare ancora prima di essere eletto come primo cittadino di New York nel novembre 2025. L'esponente del Partito Democratico è ormai diventato una figura nazionale soprattutto per le sue posizioni progressiste sui temi economici e sociali. Mentre il sindaco di New York ha sostenuto la necessità di rispettare la decisione della CPI, ha anche riconosciuto i limiti legali della città. Infatti, anche se come sindaco non avrebbe il potere di applicare il mandato di arresto, ha chiesto al governo federale degli Stati Uniti di dare seguito al mandato.

"È chiaro che non abbiamo l'autorità legale indipendente per dare esecuzione a questo mandato", ha affermato Mamdani, aggiungendo che "il governo federale, tuttavia, ce l'ha e lo invito ad aderire alla CPI ed eseguire questo mandato".

Zohran Mamdani ha anche precisato le sue posizioni:

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Voglio essere altrettanto chiaro: Benjamin Netanyahu non è il benvenuto a New York, così come non lo è nessun altro criminale di guerra a piede libero.

Benjamin Netanyahu is a war criminal. pic.twitter.com/YRezmW6YVx

— Mayor Zohran Kwame Mamdani (@NYCMayor) July 22, 2026

Nel novembre 2024, la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano e altri soggetti per presunti crimini contro l'umanità in relazione alla guerra nella Striscia di Gaza.

L'ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha commentato in un post su X:

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Sei stato eletto per servire i newyorkesi, non la propaganda di Hamas. Fai il tuo lavoro!