Manovra, ipotesi blocco compensazioni per cartelle sotto i 30mila euro

Introduzione

In attesa dell'esame in Consiglio dei ministri del disegno di Legge Bilancio, perno della Manovra 2027, spunta l'ipotesi di un'ulteriore stretta sull'impiego dei crediti d'imposta. Secondo Il Sole 24 Ore, il governo starebbe valutando un abbassamento della soglia che fa scattare il blocco dell'uso in compensazione per debiti non pagati.

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Quello che devi sapere

Ipotesi abbassamento soglia a 30mila euro

Per i contribuenti con cartelle fiscali non pagate e iscritte a ruolo, la misura allo studio seguirebbe idealmente la riduzione, in vigore dal 1° gennaio di quest'anno, della soglia da 100mila a 50mila euro relativa all'importo necessario per far scattare il blocco dell'utilizzo in compensazione dei crediti d'imposta. Ipotizzando il via libera alla stretta, il limite calerebbe ulteriormente a 30mila euro.

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©IPA/Fotogramma

Cosa cambierebbe in pratica

Con la norma in vigore, dal 2027 verrebbero meno in automatico le compensazioni orizzontali tra imposte di natura diversa per chi supera l'importo di 30mila euro in imposte erariali e accessori per i quali siano scaduti i termini di pagamento. Per poter far cadere il blocco resterebbe invece la possibilità di versare la quota eccedente di debito in modo da rientrare entro i limiti consentiti per legge.

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I dati sui crediti in compensazione

A corroborare il dato è l'utilizzo dei crediti in compensazione, strumento ormai largamente diffuso nel sistema tributario italiano. Come evidenzia il quotidiano finanziario, nei primi otto mesi di quest'anno le entrate hanno visto le compensazioni superare il tetto dei 36 miliardi di euro, il 2,4% in più rispetto al 2025, con una crescita concentrata sul fronte delle imposte dirette, in crescita di 732 milioni in un anno. 

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L'obiettivo

Scopo della stretta sul ricorso ai crediti d'imposta in presenza di cartelle pendenti è soprattutto quello di colpire le "scatole vuote", società aperte e poi chiuse che si lasciano alle spalle debiti sia fiscali sia previdenziali. Sono infatti numerose le situazioni di irregolarità che hanno visto in campo iniziative antifrode di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.

Attività "apri e chiudi"

Sul fronte della lotta contro le attività "apri e chiudi" il governo calcola che in quattro anni circa 20.300 imprese irregolari hanno chiuso bottega d'ufficio. L'avvio di Partite Iva che poi restano inattive generando debiti fiscali costituisce una minaccia non solo per l'Erario che eroga agevolazioni ma anche per tutta la filiera che opera nel rispetto delle regole. Del resto, il godimento di crediti d'imposta in presenza di cartelle non pagate costituisce la prima forma di concorrenza sleale con riflessi nocivi sull'intero sistema produttivo.

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Evasione fiscale, offensiva delle Entrate per Iva

La Legge di Bilancio 2026 ha previsto inoltre una stretta sul recupero dell'Iva per i contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione su fatture e corrispettivi. Dall'Agenzia delle Entrate sono partite le prime 1.400 comunicazioni per mancato invio al Fisco della dichiarazione sull'imposta di valore aggiunto (Iva), passaggio che apre la strada alla "corsia accelerata" della procedura da ultimare entro 60 giorni.

Liquidazione sprint

Come stabilito dall'ultima Manovra, l'Agenzia viene autorizzata a calcolare l'imposta dovuta su fatture elettroniche, corrispettivi telematici e dati delle liquidazioni periodiche. (Lipe). Informazioni che l'amministrazione finanziaria recupera nel suo database dove ogni anno convergono 2,5 miliardi di documenti.

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Come funziona il recupero

La novità, potenzialmente di grande impatto, riguarda l'utilizzo dei dati già disponibili negli archivi dell'amministrazione finanziaria. Dalle fatture emesse e ricevute ai corrispettivi telematici trasmessi fino alle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva e a eventuali versamenti effettuati: grazie al nuovo meccanismo il Fisco può ricostruire il percorso dell'imposta dovuta e chiedere conto direttamente del pagamento bypassando le tradizionali procedure di accertamento.

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