Introduzione
Il cantiere della Legge di Bilancio 2027, l’ultima manovra dell'attuale legislatura guidata da Giorgia Meloni, è ormai entrato nel vivo. In vista dell’autunno si moltiplicano le ipotesi allo studio dell’esecutivo e delle forze di maggioranza, con il confronto ancora aperto sulle risorse disponibili e sulle priorità da finanziare.
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Quello che devi sapere
Lavoro, incentivi e formazione
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha indicato tra le priorità la conferma dei 2 miliardi di euro destinati al lavoro nel 2026, con l’obiettivo di rafforzare gli incentivi e accompagnarli a nuove misure sulla formazione. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle competenze necessarie per affrontare i cambiamenti in corso nella società e nel mercato occupazionale, a partire dall’innovazione tecnologica. Un altro capitolo riguarda gli incentivi alle assunzioni. L’intenzione, secondo la ministra, è continuare a sostenere l’ingresso nel mercato del lavoro di giovani, donne e lavoratori in condizioni di svantaggio, mantenendo quindi una delle direttrici già seguite nelle precedenti manovre. Per il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, invece, tra le misure da confermare nel 2027 dovrebbero esserci la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali e il bonus mamme. L’imposta sostitutiva dell’1% sui premi di produttività è già prevista anche per il 2027, mentre secondo Osnato andrebbero mantenuti anche il bonus nuovi nati, il bonus nido e gli interventi a sostegno delle spese essenziali.
Per approfondire: Legge di Bilancio, dalle pensioni alla Difesa: si apre il cantiere della Manovra 2027
Bonus mamme e sostegno alle famiglie
Il bonus mamme è stato rafforzato con la precedente manovra, che ne ha portato l’importo da 40 a 60 euro al mese. La misura riguarda le lavoratrici madri dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, e le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali e la Gestione separata. Il beneficio è rivolto alle donne con due figli, fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni, purché titolari di un reddito da lavoro inferiore a 40 mila euro annui. La conferma del sostegno rientra quindi nel più ampio obiettivo di consolidare gli interventi destinati alle famiglie.
Per approfondire: Bonus 2026 in scadenza, le misure a rischio proroga nella Manovra 2027
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L’attenzione per le imprese
Il capitolo della manovra dedicato al lavoro non riguarda però soltanto i dipendenti. Per Osnato sarà necessario rendere pienamente operativi anche gli strumenti destinati alle imprese, a partire dal nuovo iper-ammortamento e dal credito d’imposta per le Zes, già programmati fino al 2028. Tra le priorità indicate dal responsabile economico di FdI ci sono inoltre il sostegno alla ricerca e all’innovazione e il rafforzamento dei contratti di sviluppo. Un’attenzione specifica viene riservata alle piccole e medie imprese attraverso la Nuova Sabatini, che dispone già di 450 milioni di euro per il 2027. L’obiettivo è fare in modo che le risorse si trasformino rapidamente in nuovi investimenti, prevedendo eventualmente un rafforzamento della dotazione nel caso in cui le richieste delle aziende superino gli stanziamenti disponibili.
Le proposte del presidente Inps Fava
Su un altro versante, il presidente dell’Inps Gabriele Fava ha proposto di intervenire a favore delle imprese che rispettano le regole, soprattutto nel settore agricolo. Secondo Fava, la lotta al caporalato e al lavoro nero passa anche dalla possibilità di rendere più conveniente e competitivo il lavoro regolare. Per questo ha ipotizzato nuovi sistemi premiali destinati agli imprenditori agricoli che assumono regolarmente i propri dipendenti. La stessa logica, ha spiegato Fava, potrebbe essere estesa al tessuto imprenditoriale nel suo complesso, visto che sono proprio le imprese a creare i futuri contribuenti. Tra le proposte c’è anche una defiscalizzazione di vantaggio, temporanea e a scalare, pensata per favorire il rientro in Italia dei giovani che lavorano o si sono trasferiti all’estero, accompagnata da un intervento specifico sul fronte della casa.
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Tredicesime meno tassate
Tra le ipotesi per la prossima manovra c’è la detassazione della tredicesima, sulla quale non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente. Osnato ha proposto di sostituire l’Irpef ordinaria con un’imposta sostitutiva del 15% o del 10%. Secondo le stime, il risparmio netto per i lavoratori sarebbe compreso tra 200 e 500 euro, in base al reddito. La misura si inserirebbe nel percorso di riduzione della pressione fiscale sul ceto medio già avviato con la precedente Legge di Bilancio, che ha portato dal 35% al 33% l’aliquota Irpef sullo scaglione tra 28 mila e 50 mila euro.
Il nodo del taglio Irpef
Per il 2027 si valuta di estendere l’aliquota del 33% fino a 60 mila euro, con un beneficio aggiuntivo fino a mille euro e un costo per lo Stato vicino ai 3 miliardi. In alternativa, si potrebbe intervenire sulle fasce di reddito più basse oppure combinare più misure. Secondo Osnato, un taglio di un punto percentuale sull’aliquota attualmente al 33% costerebbe circa 1,5 miliardi e garantirebbe un vantaggio fino a 220 euro. La scelta sarà quindi legata alle risorse disponibili e al rapporto tra benefici per i contribuenti e impatto sui conti pubblici.
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Straordinari, notturni e festivi
Si valuta inoltre di confermare nel 2027 la tassazione al 15% di alcune componenti della retribuzione. La misura prevista per il 2026 si applica ai dipendenti del settore privato, entro il limite annuo di 1.500 euro, sulle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, attività nei giorni festivi e di riposo settimanale, oltre alle indennità di turno e agli altri compensi legati al lavoro a turni previsti dai contratti collettivi. La Legge di Bilancio 2026 ha inoltre previsto un trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni lorde per il lavoro notturno e lo straordinario festivo svolti dal 1° gennaio al 30 settembre 2026. Anche quest’ultima agevolazione potrebbe essere prorogata.
Contratti e welfare aziendale
Sul tema del salario è intervenuto anche il sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega Claudio Durigon, secondo il quale sarebbe importante mantenere le misure già adottate negli ultimi anni, a partire proprio dalla detassazione degli incrementi retributivi legati ai rinnovi contrattuali. La Lega punta inoltre a rafforzare gli incentivi al welfare aziendale, considerato in alcuni casi una forma di retribuzione aggiuntiva, e a favorire una maggiore efficienza delle imprese. In questo quadro Durigon collega il tema della produttività anche alla possibilità di introdurre una maggiore flessibilità nell’uscita dal lavoro.
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Pensione a 64 anni
La proposta alla quale sta lavorando la Lega prevede la possibilità, per i lavoratori che lo desiderino, di andare in pensione a 64 anni. Secondo Durigon, una maggiore flessibilità in uscita sarebbe particolarmente importante alla luce dei cambiamenti che stanno interessando il mondo produttivo, anche per effetto della diffusione dell’intelligenza artificiale.
L’introduzione di questa misura potrebbe inoltre incidere sull’aumento dei requisiti pensionistici previsto dal 2027. Da gennaio, infatti, l’età pensionabile dovrebbe aumentare di un mese, arrivando a 67 anni e un mese. Per Durigon, consentire l’uscita volontaria a 64 anni renderebbe meno necessario intervenire per bloccare questo incremento, perché i lavoratori avrebbero comunque un’alternativa per lasciare prima il mercato del lavoro.
La proposta prevede il calcolo interamente contributivo dell’assegno. Durigon ritiene però che non si tratti necessariamente di una penalizzazione, considerando che chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 è già soggetto a questo sistema. Restano da stabilire eventuali requisiti sull’anzianità contributiva o sull’importo minimo della pensione. La proposta è ancora in fase di definizione e i dettagli saranno presentati successivamente.
Per approfondire: Irpef, ipotesi aliquota al 33% per redditi fino a 60mila euro: quanto si risparmierebbe?
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