La coperta è corta. Al varo della prossima Manovra mancano pochi giorni. E con l'avvicinarsi dell'appuntamento in Consiglio dei ministri, il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, manda un messaggio chiaro ai colleghi di governo e ai partiti.
«Dobbiamo essere molto attenti a come ci si muove», ha spiegato il ministro dell'Economia. Obiettivi politici e necessità di rispondere alle richieste di equilibrio sociale devono essere tenuti ben presenti. Il ministro, d'altronde, ha parlato all'assemblea della Compagnia delle Opere, associazione legata a Comunione e Liberazione che sulle tematiche sociali e della famiglia è molto attenta. Arrivato il momento di mettere su carta e trasformare in provvedimenti puntuali i desiderata della politica, questi si dovranno trasformare in misure «molto targetizzate» e «ragionate».
Manovra, 1 miliardo per i trasporti
Il passo, quindi, non dovrà essere più lungo della gamba. Giorgetti ci tiene a non far passare l'Italia come un Paese di «spendaccioni». Tanto più nel mezzo delle trattative con Bruxelles sugli investimenti finanziati con gli oltre 14 miliardi di flessibilità e, soprattutto, mentre Roma chiede alla Commissione europea di considerare anche l'effetto che l'inflazione galoppante sta avendo sulla spesa netta, nuova bussola delle regole Ue.
I margini europei sono gran parte delle coperture della Manovra da 23,5 miliardi. I restanti 9 miliardi circa sono coperti per metà dal contributo di 5 miliardi che il governo vorrebbe ottenere da banche e assicurazioni. Un'altra quota arriverà dai giochi.
La richiesta a istituti e compagnie di sostenere la causa della Manovra è arrivata quasi a sorpresa, leggendo le tabelle del Documento programmatico di bilancio. C'erano state avvisaglie nelle dichiarazioni sparse dei politici. Ma le banche avevano finora richiamato il patto siglato un anno fa e con il quale il mondo del credito metteva a disposizione 10,7 miliardi generati attraverso la rimodulazione dei crediti fiscali. «La disponibilità i singoli operatori ce l'hanno sempre», ha ricordato ieri il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ma per trovare un nuovo accordo occorre che questo «non abbia l'inconsistenza del precedente».
Il rispetto dei patti non è l'unico problema. Eventuali interventi del governo «devono essere rispettosi della legislazione vigente, dei diritti degli azionisti», ha ricordato ancora Gros-Pietro, paventando anche un rischio class action attivata dai soci degli istituti.
I PARERI
In attesa dei pareri di Bruxelles sui margini di bilancio, dalle istituzioni europee è intanto in dirittura d'arrivo un assegno da un miliardo per finanziare metropolitane e treni a emissioni zero. Secondo quanto risulta al Messaggero, infatti, mercoledì scorso, il board della Banca europea per gli investimenti ha approvato un prestito al governo che coprirà metà del piano da circa 2 miliardi predisposto dal ministero delle Infrastrutture per favorire il trasporto sostenibile nei grandi centri urbani. Le risorse dovrebbero quindi confluire in un apposito fondo istituito a luglio dello scorso anno.
L'operazione è in ballo da un anno. Per il via libera dell'istituto con sede in Lussemburgo guidato in Italia dalla vicepresidente Gelsomina Vigliotti, secondo quanto risulta, occorreva però la certezza della disponibilità anche delle risorse nazionali.
Il governo potrà quindi contare su risorse che, sebbene a debito, saranno a un tasso forse più conveniente del normale indebitamento con l'emissione di Btp, sfruttando la tripla A di cui gode la Bei quando va sul mercato a finanziarsi.
LE PROPOSTE
I tassi di interesse in aumento e i rincari delle materie prime energetiche sono due dei crucci dell'esecutivo e drenano risorse. Da qui l'ammonimento di Giorgetti: gli interventi saranno mirati. I giovani saranno una delle priorità, assieme al sostegno alla famiglia. Tra le ipotesi a cui si lavora c'è la mini Irpef per gli under 30 al primo impiego o, in alternativa, un bonus in busta paga.
Allo studio ci sono anche la cedolare secca per gli affitti a lungo termine sulle abitazioni date ai giovani, e si sta mettendo a punto il rafforzamento delle maxideduzioni per le assunzioni: quella per i giovani, in particolare, verrebbe portata dal 130% al 140% e quella per le giovani donne madri dal 130% al 180%. Nel ventaglio di proposte potrebbe anche rientrare una riorganizzazione dei bonus dedicati alle lavoratrici con tre o più figli, in scadenza a fine anno.
L'analisi guarda a quanto i diversi contributi in campo siano stati utilizzati in questi anni, e se quindi sia necessario modificare gli schemi o il costo degli interventi. Tutto da capire invece sulle pensioni. La Lega, dal congresso, spinge ancora per l'uscita anticipata a 64 anni anche per i lavoratori che hanno iniziato a versare prima del 1996.
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