Una sentenza definitiva ha stabilito che il maresciallo dell’esercito Santo Silvestri è stato vittima di mobbing, ma dovrà pagarsi da solo le spese processuali. È quanto stabilito dai giudici del Cga Sicilia, Consiglio di giustizia amministrativa, – l’equivalente del Consiglio di Stato con competenza sull’isola – che hanno confermato il verdetto del Tar di due anni fa, che aveva riconosciuto “episodi vessatori e denigratori” corroborati da “un puntuale riscontro probatorio” nei confronti del maresciallo. Ma i giudici amministrativi in primo grado avevano condannato il ministero della Difesa al pagamento delle spese processuali. Ora la sentenza definitiva, respingendo l’appello presentato dal ministero della Difesa, ha stabilito di compensare “per intero tra le parti le spese processuali di questo grado”, si legge nel verdetto. “Una decisione anomala – commenta Salvatore Militello, legale di Silvestri – quella dei giudici amministrativi. Di norma è la parte soccombente, in questo caso il ministero della Difesa, che dovrebbe pagare le spese ma stavolta è stato deciso diversamente mettendo in seria difficoltà il sottoscritto e il mio cliente visto che parliamo di circa 15mila euro”.
Anche perché il collegio giudicante, “vista la complessità della controversia”, ha ordinato un accordo conciliativo tra le parti per il risarcimento di 200mila euro chiesto dal maresciallo, indicando i parametri in base ai quali il ministero della Difesa dovrà proporre, a favore di Silvestri, il pagamento di una somma entro un congruo termine. L’obiettivo risarcimento quindi è caratterizzato da un percorso ancora lungo e tortuoso e la sentenza definitiva a favore del maresciallo sembra, al momento, a tutti gli effetti una vittoria di Pirro. “Ad oggi – spiega il legale del maresciallo – il ministero ci ha solo comunicato che liquiderà le spese legali per il procedimento giudiziario di primo grado, come ordinato dai giudici del Tar ormai due anni fa. Ho ovviamente notificato la sentenza definitiva del Cga all’avvocatura dello Stato e al ministero della Difesa, chiedendo un incontro tra le parti per intavolare un accordo conciliativo per il risarcimento. Sono passati tre mesi dal verdetto definitivo ma ancora non è arrivato nessun riscontro dalla controparte. In caso di perdurante inottemperanza da parte del ministero – prosegue Militello – dovremmo ricorrere di nuovo all’autorità giudiziaria amministrativa proponendo un ricorso per ottemperanza nei confronti del dicastero della Difesa. Potrebbero quindi passare molti altri mesi o anni”.
I giudici amministrativi hanno riconosciuto un vero e proprio mobbing prolungato nei confronti di Silvestri. Nel tempo il sottufficiale è stato vittima di demansionamenti vari, relazioni disciplinari e addirittura visite psichiatriche per un po’ di pressione alta, con conseguente convalescenza forzata di circa sei mesi, fino al trasferimento per incompatibilità ambientale. Ma nei confronti degli autori del mobbing, ai danni del maresciallo Silvestri, ormai riconosciuto in via definitiva, a quanto pare il dicastero della Difesa non ha avviato alcun procedimento disciplinare.
Il ministero della Difesa ha spiegato che “i fatti oggetto della sentenza del Cga Sicilia risalgono alla precedente legislatura e riguardano personale militare che, nel frattempo, ha cessato da tempo il servizio attivo. Per gli eventuali profili risarcitori – prosegue la nota – l’Amministrazione ha già avviato le procedure necessarie per verificare la possibilità di pervenire a una soluzione conciliativa, nel rispetto della normativa vigente e delle prerogative degli organi competenti”. In merito agli eventuali procedimenti disciplinari nei confronti degli autori del mobbing la Difesa ha dichiarato che “nel caso di personale ormai cessato dal servizio, la possibilità di adottare provvedimenti disciplinari permane soltanto nelle specifiche e circoscritte ipotesi espressamente previste dall’ordinamento e ricorrendone tutti i relativi presupposti”
Non è dato quindi sapere se e quando la Difesa avvierà un accordo conciliativo per il risarcimento al maresciallo dell’esercito e se e quando avvierà un eventuale procedimento disciplinare nei confronti degli autori del mobbing. L’unica cosa certa ad oggi è che la vittima dovrà sborsare circa 15mila euro di spese legali, nonostante la vittoria giudiziaria definitiva.