Marzio Giangiulio morto a 23 anni a Ponza, era uscito per fare immersioni con la fidanzata e gli amici. Tutti i dubbi da chiarire

Da lontano sembrava qualcosa che galleggiava sull'acqua. Alcune persone, in barca al largo di Ponza, hanno deciso di avvicinarsi e in pochi istanti hanno compreso che quella sagoma immobile, con le pinne ai piedi e la maschera, era il corpo senza vita di un ragazzo. Il mare è quello di Punta Papa, nella parte nord-occidentale dell'isola, a circa 300 metri dalla costa e non lontano da Le Forna: uno degli angoli più suggestivi dell'arcipelago pontino, conosciuto dagli appassionati di immersioni per la bellezza dei suoi fondali.

La vittima è Marzio Giangiulio, 23 anni, romano, apparteneva a una famiglia molto nota nella Capitale, titolare dell'impresa florovivaistica Garden Nomentano. Ma Ponza non era per lui soltanto il luogo di una vacanza. La famiglia possiede da molti anni una villa nella zona di Giancos e nel tempo ha costruito un legame profondo con l'isola, diventando parte della sua vita sociale.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio della Guardia costiera, il giovane aveva raggiunto la zona di Punta Papa insieme alla fidanzata, a bordo del gommone di una scuola di diving dell'isola.

La ricostruzione

La ragazza si sarebbe immersa insieme agli altri componenti del gruppo, mentre Marzio aveva deciso di non partecipare, preferendo una semplice nuotata in superficie. Il ventitreenne avrebbe quindi preso pinne e maschera e si sarebbe tuffato in mare. Durante la nuotata, però, si sarebbe allontanato molto dal punto in cui il gommone si era fermato. Resta da chiarire quanto tempo sia trascorso prima che il suo corpo venisse notato dagli occupanti di un'altra imbarcazione, a circa 300 metri dalla costa.

Sono stati proprio i diportisti a dare l'allarme, contattando il numero unico per le emergenze e facendo scattare i soccorsi. Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118, gli uomini della Guardia costiera e i militari della Guardia di finanza.

Per il ragazzo, purtroppo, non c'era più nulla da fare. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino e affidate alla Guardia costiera, dovranno ricostruire gli ultimi spostamenti del giovane e raccogliere le testimonianze della fidanzata, delle persone presenti sul gommone e dei diportisti che hanno effettuato il ritrovamento. Sul corpo non sarebbero stati riscontrati tagli o contusioni evidenti.

Le ipotesi

In un primo momento era stata presa in considerazione anche la possibilità che il ventitreenne potesse essere stato urtato da un'imbarcazione in transito, ma dai primi riscontri non sarebbero emersi elementi compatibili con questa ipotesi. La presenza di schiuma alla bocca potrebbe invece indirizzare gli accertamenti verso un malore sopraggiunto mentre il giovane stava nuotando, ma si tratta soltanto di una prima ipotesi, che dovrà essere verificata dagli esami medico-legali.

La salma è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove rimarrà a disposizione della Procura in attesa dell'autopsia, che dovrà stabilire con maggiore precisione le cause della morte e chiarire se il ragazzo sia stato colto da un improvviso malore oppure se siano intervenuti altri fattori.

Le reazioni

La notizia si è diffusa rapidamente a Ponza, suscitando profonda commozione. «Si tratta di una notizia terribile ha dichiarato il sindaco Francesco Ambrosino Il ragazzo, come tutta la sua famiglia, era un amante dell'isola. Sono turisti di lungo corso. Non ci sono parole: esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia».

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